Isernia perde anche la Campari Night: troppi rischi a causa del Covid

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Dal Comune spiegano: decisione dirigenziale, la parte politica non è coinvolta


ISERNIA. Continua l’ecatombe di eventi che, a causa del Covid che impone norme estremamente restrittive, imperversa su Isernia. Dopo il ‘gran rifiuto’ a Magnastoria e la riduzione del Settembre Isernino, costretto a pochi eventi mirati, la città perde un’altra occasione per rivitalizzare il settore della ristorazione da bar, sicuramente tra i più in difficoltà.

C’era, infatti, la possibilità di ospitare un evento che ha coinvolto solo un’altra ventina di città italiane: la ‘Campari Night’, organizzata direttamente dalla notissima azienda produttrice del principe degli aperitivi. Si sarebbe dovuto trattare di un’intera serata, quella del 20 settembre, dedicata alla bevanda: avrebbe coinvolto 30 locali su tutto il territorio di Isernia letteralmente ‘inondando’ la città con il tipico rosso Campari. Degustazioni, spettacoli, addobbi, hostess: tutto finanziato dall’azienda con i ristoratori locali che avrebbero solo dovuto acquistare le forniture di bibita. Si usa il condizionale perché, a pochi giorni dall’evento, tutto è andato in fumo, con comprensibile disappunto dei fornitori che si sono visti annullare gli ordini e degli esercenti che già avevano provveduto a riempire i frigoriferi.

Ai microfoni di isNews, gli assessori Linda Dall’Olio ed Eugenio Kniahynicki hanno spiegato che dopo aver sentito il parere di questura e polizia amministrativa, l'evento sarebbe stato annullato dagli organizzatori. Questi ultimi avrebbero infatti stabilito di non poter rispettare quanto richiesto per il rispetto delle normative. “Il tutto con molta serenità”, spiegano gli assessori, “comprendendo anche il disappunto dei locali e delle strutture ricettive che erano state interessate”.

Per la manifestazione non era stata coinvolta la parte politica né richiesto patrocinio alcuno, ragion per cui non ci sono delibere a confermare i dubbi che vorrebbero si sia trattata di una decisione politica. Fermo restando la necessità del rispetto delle normative anti Covid, resta il fatto ‘crudo’: un’occasione persa che avrebbe potuto rivitalizzare gli affannati settori della ristorazione e del turismo.

Pierre

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