Isernia, il gemellaggio ‘dimenticato’: ecco i chiarimenti del sindaco D’Apollonio

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Dopo il j’accuse del consigliere Fantozzi il primo cittadino spiega cos’è successo


ISERNIA. “Prima di lanciare arbitrarie accuse ispirate anche questa volta da qualche suo ‘fedelissimo’, il consigliere comunale Fantozzi dovrebbe informarsi. Invece insegue visibilità sulla stampa e, con critiche infondate, tenta di creare clamore su questioni inesistenti. Purtroppo non posso restare in silenzio di fronte ad accuse che nulla hanno di politico e ritengo doveroso replicare perché non accetto da lui insegnamenti comportamentali”. È questa la sintesi della replica che il sindaco di Isernia, Giacomo d’Apollonio, ha fatto alle esternazioni del consigliere Giovanni Fantozzi, il quale ha polemizzato sull’assenza di rappresentanti dell’amministrazione comunale a Sant’Elia Fiumerapido, domenica scorsa, in occasione della festa che in quella località, gemellata con la Città di Isernia, si tiene in onore dei Ss. Cosma e Damiano.

“Il senso reale del gemellaggio che Isernia ha stretto con Sant’Elia Fiumerapido nove anni or sono – ha spiegato d’Apollonio – sta nell’antichissima tradizione della partecipazione, da oltre quattro secoli, dei pellegrini ciociari alla nostra processione. La presenza dei fedeli isernini a Olivella, invece, pur se importante e fondata su un intenso legame di devozione, è una consuetudine recente che vede soprattutto la partecipazione dei membri del comitato dei festeggiamenti e di fedeli, ma che ha visto intervenire negli ultimi anni anche una rappresentanza comunale. Quindi Il consigliere Fantozzi può stare assolutamente tranquillo, la tradizione “storica” che vuole la presenza a Isernia di pellegrini di Sant'Elia devoti ai Santi Medici è stata anche questa volta pienamente rispettata. Per quanto riguarda invece la consuetudine della restituzione della visita, quest’anno – ha aggiunto d’Apollonio – avevo programmato d’andare io stesso con alcuni nostri concittadini a Olivella per la santa messa in onore dei Santi Medici che si è tenuta nel pomeriggio di domenica 4 ottobre. Lo avevo anticipato al mio collega di Sant’Elia, l’avvocato Roberto Angelosanto, allorquando, su mio invito, è venuto a Isernia per quella che il popolo chiama ‘la processione d’andata’. Poi, però, in questo periodo di continua allerta sanitaria, la scorsa domenica mattina c’è stata l’emergenza legata alla positività riscontrata da Covid-19 di una studentessa d’una scuola cittadina che, insieme alle possibili ulteriori positività presso un altro Istituto, mi hanno impedito li lasciare la città, giacché costantemente impegnato, con senso di responsabilità, insieme ai vertici e sanitari dell’Asrem, alle dirigenze scolastiche e al nostro Ufficio tecnico (intervenuto per l’urgente sanificazione delle aule didattiche), nella gestione della situazione emergenziale. Ho, tuttavia, informato telefonicamente e per tempo il sindaco di Sant’Elia Fiumerapido, il quale, ben consapevole dell’attuale recrudescenza pandemica, che sta purtroppo interessando anche il suo Comune, mi ha invitato a restare a Isernia. Ho fatto per la verità anche alcuni tentativi per trovare, in alternativa, qualcuno disposto a sostituirmi, ma inutilmente e, in ogni caso, era ormai tardi.

Pertanto, – ha concluso d’Apollonio – prima di lanciare accuse calunniose e davvero puerili al mio operato e rilasciare alla stampa dichiarazioni disonorevoli per Isernia e per gli Isernini, avrebbe magari potuto interpellarmi e gli avrei spiegato ogni cosa. Invece sembra che Fantozzi, che peraltro si distingue per la sua costante assenza alle manifestazioni celebrative e tradizionali di questa città, ami fomentare; e più volte, negli ultimi tempi, ha disatteso le giuste finalità del suo ruolo di consigliere comunale. Per il futuro, gli suggerisco di lasciar fuori i Santi dal confronto politico. Non è bello strumentalizzare la religione e la devozione popolare dei nostri concittadini”.

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