Oggi il nuovo Dpcm: ingressi scaglionati nelle scuole, smart working e stretta sulla movida

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Limitazioni imposte dal governo sulle attività non essenziali, a partire dalle uscite serali con restrizioni agli orari di apertura per bar e ristoranti. Ancora in bilico palestre e piscine, mentre la scuola si prepara a riorganizzare gli orari di ingresso, soprattutto per gli studenti più grandi. Nella manovra previsti anche aiuti all'economia, a partire da incentivi alle assunzioni per giovani under 35, proroga dello stop ai licenziamenti fino a fine anno e più fondi al trasporto scolastico


Passerà da un nuovo vertice questa mattina alle 10 tra governo e Regioni la strada del nuovo Dpcm per l’emergenza Coronavirus che il premier Giuseppe Conte dovrebbe illustrare questa sera. A rivelarlo è il quotidiano telematico Open diretto da Enrico Mentana.

Diversi i nodi ancora da sciogliere, a partire dalla definizione degli orari e della didattica a distanza per le scuole superiori e del sistema dei trasporti pubblici, passando per l’organizzazione dei centri Covid tra le varie Regioni. Restano in bilico ancora le attività delle associazioni sportive dilettantistiche, dalle scuole calcio alle palestre. I vertici in corso oggi, nel pomeriggio si riunisce il Cts, stabiliranno nuove misure in base a quali attività sono essenziali e quali non essenziali, quindi sacrificabili per il prossimo periodo.

Coprifuoco: Se da un lato il premier Giuseppe Conte non avrebbe nessuna intenzione di imporre di nuovo limitazioni agli spostamenti, come già avvenuto lo scorso marzo, resta sostanzialmente certo che la movida rientrerà tra quelle attività sociali ritenute non essenziali. La chiusura anticipata di bar e ristoranti resta la via principale tra le misure di contenimento dei contagi, ma si tratta ancora sugli orari di chiusura che potranno andare dalle 22 alle 24. Già con il precedente Dpcm, non è consentito bere e mangiare in piedi davanti ai locali, permettendo solo la consegna a domicilio e l’asporto. Si fa strada la possibilità di imporre unlimite di posti a sedere nei locali e limitare le tavolate a non oltre sei persone.

Scuola: La chiusura delle scuole, come avvenuto in Campania, è lo scenario da evitare secondo la linea già ribadita ieri da più parti dal governo e che trova d’accordo buona parte dei governatori, che vorrebbero però imporre la didattica a distanza a buona parte degli studenti. Gli esperti del Cts però non sono d’accordo, considerando più a rischio contagi che i ragazzi restino in casa e possano più facilmente andare in giro, anziché seguire la routine casa-scuola con percorsi più controllati. L’ipotesi più accreditata è che il nuovo Dpcm preveda una riorganizzazione degli orari, con ingressi e uscite scaglionate, e l’uso della didattica a distanza solo per gli universitari, escluse le matricole, e gli ultimi due o tre anni delle superiori.

Mezzi pubblici e smart working: È sotto gli occhi di tutti l’affollamento che si crea sui mezzi pubblici nelle ore di punta, dove si incrociano negli stessi orari sia i lavoratori che non usufruiscono dello smart working che gli studenti. Una riduzione della quota di capienza massima per il trasporto locale, oggi all’80%, è per il momento esclusa, considerata anche di difficile applicazione in tempi rapidi senza un potenziamento concreto di autobus e treni regionali. L’ipotesi è quella di imporre lo smart working a partire dagli uffici pubblici per il 70%, oltre a un ulteriore scaglionamento degli ingressi al lavoro.

Verso lo stop degli sport di contatto: Le partite di calcetto e basket a livello amatoriale erano già state fermate con l’ultimo Dpcm di pochi giorni fa. Ora a rischio sono anche le associazioni sportive che gestiscono allenamenti e campionati giovanili, che potrebbero quindi fermarsi con il nuovo decreto del presidente del Consiglio. Attesa per oggi la decisione su palestre e piscine, su cui si dovranno esprimere gli esperti del Cts che potrebbero graziare le strutture se riterranno che le linee guida finora approvate possano bastare per contenere i contagi.

Nella manovra che vedrà luce oggi sono previsti anche aiuti all'economia. Questi, secondo il quotidiano Open, sono i principali provvedimenti:

Stop alle cartelle esattoriali: I 5 Stelle incassano la soluzione sulle cartelle esattoriali, che l’Agenzia della riscossione e gli altri enti ricominceranno a inviare da lunedì, ma senza procedere con pignoramenti e ingiunzioni di pagamento. Il M5s chiede anche un “corposo” fondo anti-Covid, da tenere a disposizione per i prossimi mesi in caso di nuove emergenze, e da utilizzare, come ha spiegato il viceministro all’Economia Laura Castelli, «per tutelare i settori produttivi e per le spese sanitarie che si renderanno necessarie». A preoccupare sono le ipotesi di nuove chiusure per contenere il virus e l’impatto su settori già in difficoltà.

Proroga contratti per medici e infermieri: Il governo è pronto a stanziare 4 miliardi, tra l’altro, a sostegno del Servizio sanitario nazionale, per le indennità per medici e infermieri e per la proroga per tutto il 2021 dei contratti a tempo determinato. Tre miliardi, invece, saranno stanziati per l’assegno universale per le famiglie, che partirà dal 1 luglio del prossimo anno con un fondo da 8 miliardi.

Cassa integrazione fino al 2020 e blocco dei licenziamenti: Tutti d’accordo anche sulla copertura strutturale per il taglio del cuneo fiscale in busta paga anche per i redditi tra 28 mila e 40 mila euro. Azzerati per tre anni i contributi a carico delle aziende per le assunzioni di giovani under 35. Sugli ammortizzatori invece ci sarà uno schema in due atti: subito un decreto legge per dare copertura a chi dovesse esaurire la cassa integrazione con causale Covid prorogandola fino alla fine del 2020, con il conseguente blocco dei licenziamenti. Poi, in legge di Bilancio, si dovrebbero prevedere altre 18 settimane, da utilizzare nel 2021, che potranno richiedere anche le imprese che finora non hanno usufruito degli ammortizzatori di emergenza, e che si applicheranno con il meccanismo attuale, cioè in forma gratuita per le imprese che hanno registrato perdite per almeno il 20%.

Scuola e trasporti: Dal prossimo anno sono previste 25 mila assunzioni per gli insegnanti di sostegno con un fondo di 1,2 miliardi di euro, mentre un miliardo e mezzo andrà all’edilizia scolastica, 2,4 miliardi invece per la riqualificazione degli edifici universitari. Il tema scuola resta legato a quello dei trasporti pubblici che usufruiranno di un fondo aggiuntivo di 350 milioni di euro per sostenere il trasporto locale, con particolare attenzione a quello riservato agli studenti.

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