Caos tamponi, il Pd di Isernia: aumentare le postazioni sul territorio. Asrem e politica sotto accusa

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Anche stamani disagi a Venafro: arrivano i carabinieri


ISERNIA-VENAFRO. Continua la polemica sui tamponi, in provincia di Isernia. Stamani lunghe file all’ospedale di Venafro, tra persone che privatamente hanno deciso di controllarsi e altre, invece, convocate direttamente dall’Asrem ai fini del tracciamento dei contatti di positivi. La mancanza di coordinamento e di organizzazione, con persone in isolamento che hanno ricevuto paradossalmente la mail di convocazione dell’Azienda sanitaria a cose già fatte ovvero proprio stamani, dopo aver giù effettuato lo screening nasofaringeo, ha provocato inevitabili lamentele. E la coda – si parla di quasi 200 persone – ha convinto qualcuno a chiamare i carabinieri, intervenuti per riportare la situazione alla calma.

Di fronte al caos degli ultimi giorni, con i contagi in costante aumento in provincia d’Isernia, il Pd pentro ha deciso di denunciare pubblicamente la gestione dei tamponi da parte dell’Asrem. “Chiediamo con forza rispetto per la salute e la dignità di cittadini e degli operatori sanitari – scrivono dal Pd - auspicando l’intervento del ministero della Salute e dei commissari alla Sanità in assenza di risposte dell’Asrem. Basta giustificazioni pretestuose e infondate da parte dei vertici aziendali, ora è il momento di dare risposte adeguate e di individuare i responsabili di una situazione sempre più grave, e stavolta prevedibile e preventivabile, che rischia di compromettere il bene della salute individuale e collettiva. Questi signori, provenienti tutti da fuori regione, strapagati da noi cittadini molisani, e che nulla conoscevano della sanità della Regione Molise quando sono stati nominati dai vertici della politica regionale, ora dovrebbero essere chiamati a rispondere dei continui errori e disservizi proprio da chi li ha nominati e che oggi è politicamente responsabile della loro azione ma tace, con l’aggravante della totale inerzia degli assessori e dei consiglieri regionali della provincia di Isernia, i cui cittadini sono ancora una volta privati dei propri diritti fondamentali”.

Da parte del Pd pervengono precise richieste: l’aumento dei punti/postazioni dove processare i tamponi, considerato che, ad oggi, quelli effettuati in tutta la regione convergono interamente sul solo laboratorio analisi di Campobasso che ha per di più un personale piuttosto ridotto; il potenziamento del laboratorio analisi del Veneziale di Isernia, in termini di dotazione di personale e parco tecnologico, in grado di rimediare, sin da ora, al ridimensionamento subito nel tempo; aumento delle postazioni dove effettuare i tamponi stigmatizzando, ancora una volta, la gravità del fatto che ciò non avvenga su Isernia ma solo su Venafro, con tutte le difficoltà logistiche che ciò comporta, in particolare per i residenti delle aree interne, che si andranno ad accentuare con l’arrivo della stagione invernale, tenuto anche conto delle condizioni organizzative precarie del personale che effettua i tamponi, sottoposto a lunghe ed estenuanti code, pericolose per il rischio del contagio.

Ma non è tutto: i Dem vogliono anche spiegazioni sulle reali motivazioni che avrebbero causato “non lo ‘smarrimento’ dei tamponi durante la scorsa settinama, ma il colpevole ritardo con il quale sarebbero stati inviati a Campobasso (dal 13 al 16 ottobre), rendendoli non più processabili con tutte le conseguenze, i danni e i pericoli in termini di salute, diffusione del contagio, apprensione dei singoli e delle famiglie interessate, attività didattica sospesa per le scuole, attività professionali chiuse per i soggetti coinvolti in attesa di un esito che non è arrivato e con l’aggravante che l’Asrem non avrebbe dato notizia del problema creando un ulteriore disagio.

Infine, dal Pd chiedono chiarezza sulle soluzioni che siano state predisposte “per assicurare un sistema efficace ed efficiente nella gestione dei tamponi, ricordando che un eventuale ‘errore colpevole’, in qualsiasi fase del loro processo di rilevazione, non esime da responsabilità, di ogni natura, da parte dell’azienda sanitaria nei confronti di cittadini e utenti”.

 

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