Carenza di personale negli ospedali, Tartaglione interroga Speranza: "Assumere subito i 23mila medici neo abilitati"

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Testo depositato oggi alla Camera dall'onorevole di Forza Italia, che commenta: "Il sistema sanitario, soprattutto nel Mezzogiorno, rischia il collasso a causa della seconda ondata. Si proceda senza tentennamenti"


ROMA. L’obiettivo è quello di non farsi trovare impreparati dalla seconda ondata di Covid. Per questo l'onorevole molisana di Forza Italia Annaelsa Tartaglione esorta – con un’interrogazione ad hoc - il ministro della Salute a individuare una soluzione che consenta di assumere al più presto il personale medico neo abilitato, adeguatamente formato e disponibile ad apportare un fondamentale contributo nell’ambito dell’assistenza sanitaria ospedaliera.

"Il nostro Paese – recita il testo depositato oggi alla Camera - ha bisogno di strutture, attrezzature ma in particolare di personale sanitario, di infermieri e di medici. I nostri ospedali sono già sotto stress, quotidianamente si palesano enormi difficoltà anche solo per processare i tamponi, file interminabili, personale stremato ed in numero estremamente esiguo. Numeri che tenderanno a ridursi ulteriormente se consideriamo il concreto rischio, per molti degli operatori in prima linea, come già accaduto nella prima fase della pandemia, di contrarre il virus".

"In Italia - precisa Tartaglione - oltre 23 mila medici neo abilitati, in attesa di accedere alle scuole di specializzazione, sono disponibili a dare un fondamentale contributo nel pieno della pandemia".

Gli ultimi dati ci prospettano che gli ospedali e le terapie intensive rischiano di andare in affanno nelle prossime settimane, anche laddove si dispone di attrezzature mediche, di posti letto in terapia intensiva e di ventilatori polmonari, per carenza di personale.

"Ancora una volta - sottolinea la parlamentare azzurra nell'interrogazione al ministro Speranza - è il Centrosud del Paese, le regioni del Mezzogiorno, ad affrontare le maggiori difficoltà e a rischiare seriamente il collasso per la ormai tristemente nota e cronica assenza di strutture in grado di garantire un’assistenza ospedaliera adeguata, specialmente in condizioni di emergenza.
Oltre 14mila di questi 23mila medici potrebbero entrare in servizio già dal prossimo anno, ma la crisi è adesso e non possiamo permetterci ulteriori tentennamenti”.

Pertanto, la deputata azzurra chiede al governo di adottare urgentemente tutte le iniziative utili a fronteggiare questa seconda ondata e di dotare il servizio sanitario nazionale di personale medico e infermieristico in numero sufficiente a scongiurare il gravissimo rischio di collasso del sistema.

 

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