Coronavirus, Fanelli attacca Toma: “Presidente, non è vero che va tutto bene”

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Le dichiarazioni del capogruppo regionale del Pd, in merito all’aumento di contagi registrati negli ultimi giorni in Molise e agli interventi che dovrebbero essere attivati, sul fronte dei tamponi e della rete di emergenza Covid


CAMPOBASSO. Coronavirus, l’aumento dei contagi in Molise sta riguardando tutto il territorio regionale. Non solo i centri più grandi, ma anche i piccoli paesi, tanto da dover riorganizzare subito l'assistenza territoriale e aumentare i centri prelievo e di analisi sul territorio. 

E’ quello che ha dichiarato il capogruppo regionale del Pd Micaela Fanelli, che contesta il governatore Toma, “non è vero che va tutto bene e che non servono misure più stringenti” e che parla di interventi fatti “a tentoni, senza ascoltare il territorio”.

“Prevedere il servizio per effettuare i tamponi in più aree del territorio – ha affermato la dem - significa evitare che continuino ad esserci punti in cui si verifica una massiccia concentrazione, come è avvenuto negli ultimi giorni, dove le foto di chi era in fila aspettando il proprio turno parlavano da sole.  Quando ho sentito che circa 200mila euro erano stati spesi per le pensiline per le file ho avuto un brivido. Un doppio brivido poi nello scoprire che, poco dopo, qualcuno si è reso conto che bastava la prenotazione con un numero dedicato. Questo dimostra che continuano a essere prese decisioni inconcludenti che, oltre a prevedere investimenti errati, non risolvono nemmeno i problemi”.

“Spazi e personale – ha precisato Fanelli - non è vero che non ci sono. E sono professionisti che possono implementare la propria formazione in pochissimo tempo. Ogni garanzia potrebbe essere attivabile se solo si volesse, per poter fare i tamponi. E volendo anche per processarli in alcuni luoghi, a partire da Isernia. Il riordino poi della rete ospedaliera in emergenza Covid, non è nemmeno lontanamente in fase di attivazione, essendo poi anche in totale disaccordo con l’indirizzo del Consiglio regionale, che si era espresso per Larino centro Covid, al fine di non bloccare l’ordinario al Cardarelli e separare i percorsi Covid da quelli non-Covid, così come prescritto dalle linee ministeriali”.

“Ma nel frattempo – ancora le sue parole - secondo qualcuno, va tutto bene. Purtroppo, e lo dico davvero con rammarico, niente sta andando bene e non ci vuole un comitato scientifico a supporto per poterlo affermare. Al San Timoteo la situazione è decisamente complicata, al Cardarelli tutto fermo per l’ex hospice, così come il passaggio per rendere strutturale la separazione dei percorsi, Covid e ordinari. Per l’hub Covid, dove l’Asrem è ora soggetto attuatore, i tempi restano lunghi e il progetto complesso vedrà la luce fra diversi mesi. Temiamo dopo il picco della pandemia”.

“Restano poi da potenziare i controlli, e, mentre per la tracciabilità arriveranno nuovi sistemi, i test rapidi o i cosiddetti test antigeni, in modo particolare per le scuole, dove in Molise davvero nulla è stato fatto per supportare l’immane lavoro dei dirigenti e di tutto il personale scolastico. Nessuna azione e alcun intervento nel comparto dei trasporti, dove in attesa di assumere decisioni migliori, si sarebbe semplicemente potuto prevedere qualche corsa aggiuntiva. Al territorio – ha concluso Fanelli - servono risposte veloci, precise e mirate a risolvere problemi che, in una buona parte, potrebbero essere arginati riorganizzando la ‘macchina’. Invece si va avanti senza nessuna programmazione e pianificazione, avanzando a tentoni e senza ascoltare il territorio”.

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