Terremoto del Molise, 18 anni dopo. Consiglio regionale riunito nel Giorno della memoria

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La seduta questa mattina. Nelle parole del presidente Micone, del governatore Toma, dei consiglieri Calenda e Primiani un ricordo della tragedia della ‘Jovine’ e il riferimento alla grande minaccia sanitaria che attanaglia il Molise


CAMPOBASSO. Diciotto anni dopo, per non dimenticare. Consiglio regionale riunito oggi, nel Giorno della memoria, per la commemorazione delle vittime del terremoto del 2002.

Ha introdotto i lavori il presidente del Consiglio Salvatore Micone, che ha chiesto all’Aula di osservare un minuto di silenzio per i 27 ragazzi e la loro maestra morti nel crollo della 'Jovine' e per le altre persone che persero la vita a seguito del sisma. Sono quindi seguiti gli interventi di un rappresentante della maggioranza, Mena Calenda, e dell’opposizione, Angelo Primiani. Ha concluso la seduta il governatore Donato Toma.

“Siamo qui per tenere peritura memoria di quegli eventi – ha detto il presidente Micone - di chi perse la vita, di chi fu duramente ferito nel corpo e nello spirito, di un tessuto sociale locale e regionale che fu fortemente lacerato da un sisma che investì senza risparmio abitazioni, attività commerciali, complessi produttivi e iniziative ricettive di varia natura e portata. Come allora un altro invisibile mostro - in quel caso furono le onde sismiche, oggi è un minuscolo virus - minaccia la sicurezza dei nostri affetti più preziosi. Abbiamo ancora una volta l’impegno di difendere questi nostri affetti con la prevenzione, con la sicurezza”.

“E allora – ha aggiunto Micone - l’onere morale che credo ci venga da quelle macerie della Jovine, dal ricordo di quel dolore, ma anche dalla memoria di come il Molise e quelle famiglie seppero reagire e rialzarsi, deve darci ancora una volta la forza in questi drammatici momenti del contrasto a questa insidiosa pandemia, di trovare in noi la volontà, la speranza e il coraggio di seguire ogni norma di sicurezza e prevenzione individuale e pubblica, proteggendo chi ci è caro, sia esso bambino, anziano o adulto, da questo nuovo nemico”.

“La vita prosegue, con grande difficoltà – il messaggio di Mena Calenda - ma accanto al dolore e al vuoto lasciato da chi non è più tra noi, c’è la gioia per i sopravvissuti, per i 29 bambini che sono riusciti a salvarsi. Non è un atto di egoismo, provare a dare spazio in questo giorno triste a chi fortunatamente ce l’ha fatta. È giusto anche per loro. Sono i nostri “eroi quotidiani”. Oggi sono adulti, sono dei professionisti che hanno inseguito i loro sogni, hanno lottato e hanno vinto. Sono diventati insegnanti, geologi, atleti, ingegneri, sono l’orgoglio del Molise tutto”.

Nelle parole del pentastellato Angelo Primiani un riferimento al tema della sicurezza. “Dopo anni di tagli al comparto – le sue parole - è questo il tempo degli investimenti, prima di tutto sulla sicurezza: quella delle strutture, prima di tutto. Perché la scuola deve essere un luogo sicuro, per i nostri figli e per tutto il personale che ci lavora. Per questo bisogna puntare su un piano pluriennale di adeguamento strutturale degli edifici, che contempli anche nuove costruzioni. Un’altra opportunità è quella di rendere la scuola più inclusiva”.

“Ma la pandemia – ha rimarcato ancora il consigliere del M5s - impone anche la sicurezza come tutela della salute. In questo senso bisogna valorizzare il personale scolastico, attraverso percorsi di formazione permanente e obbligatoria la scuola deve saper avviare alla vita. Impegnarsi, tutti insieme, per raggiungere questo obbiettivo, è l’unico modo per rendere omaggio ai 27 angeli di San Giuliano e alla loro maestra”

Quindi l’intervento del governatore. “L’area del cratere – ha dichiarato Donato Toma - deve fare i conti con una rete infrastrutturale non sempre adeguata e rispondente alle esigenze della collettività. Su questo tema potremmo aprire, dovremo aprire un confronto serrato. Oggi, però, non è tempo di dibattito. È il momento del ricordo, della memoria, della commemorazione. Quei trenta rintocchi di campana non rappresentano solo il simbolo evocativo di una tragedia. Sono un monito, per noi che amministriamo la cosa pubblica, affinché simili eventi non si verifichino più. Mai più”.

Sul giorno della memoria è intervenuto anche l’europarlamentare Aldo Patriciello. “Il ricordo di quei tragici momenti – ha dichiarato - è una ferita ancora aperta nella memoria e nella coscienza di tutti noi. Credo sia fondamentale, quindi, stare al fianco dei comitati delle vittime e sostenere con convinzione tutte le iniziative e le rivendicazioni portate avanti in questi anni. Un segno di vicinanza istituzionale nei confronti di un’intera comunità ma, al tempo stesso, un atto di equità e di giustizia sociale, a sostegno dei diritti di tutti coloro che hanno visto la propria vita cambiare irrimediabilmente dopo i tragici eventi del 31 ottobre 2002.

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