Molise Acque, la precisazione: assunti, ma niente stabilizzazione

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Alcuni lavoratori ribadiscono di aver adito le vie legali non ritenendo soddisfacente l’accordo sindacale del giugno scorso


CAMPOBASSO. La strada per la stabilizzazione non è mai stata percorsa. Ci tengano a precisarlo alcuni lavoratori dell’azienda regionale Molise Acque, dopo la notizia dell’avvenuta sottoscrizione di 50 contratti di lavoro a tempo determinato di cui aveva dato notizia il Consiglio d’Amministrazione con una nota stampa lo scorso 10 novembre.

“Si tratta di contratti part-time della durata di tre anni, a 18 ore settimanali, per circa 600 euro al mese”, spiegano al telefono con isNews, aggiungendo che molti di essi sono anche monoreddito. E ribadiscono: la strada della stabilizzazione nei fatti non è stata mai prospettata, tanto che una ventina di lavoratori – rappresentati dalla Cisl Funzione Pubblica di Feliciantonio Di Schiavi, che non ha sottoscritto l’accordo sindacale del giugno scorso a differenza di Cigl e Uil, ritenendolo poco soddisfacente riguardo appunto al percorso di stabilizzazione - hanno adito le vie legali tramite lo studio Iacovino di Campobasso.

Precari da 10 anni, invocano il diritto all’assunzione in automatico per effetto del Decreto Dignità. Ma la causa dinanzi al giudice del lavoro di Campobasso si terrà non prima dell'anno prossimo.

Va ricordato che per far fronte alle esigenze di manutenzione e di gestione tecnica degli impianti idrici, la Molise Acque bandì un avviso pubblicato il 20 dicembre 2017 con il quale fece partire una procedura selettiva per 50 addetti. I vincitori della quale, fino ad allora assunti tramite un'agenzia interinale, si sono trovati in scadenza l’estate scorsa rischiando di andare a casa dopo 10 anni di esperienza qualificata. Di lì l’avvio delle trattative tra azienda e sindacati, con la spaccatura che ha visto la firma di due sigle su quattro. Insomma, altro che stabilizzazione: il precariato continua ancora.

 

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