Isernia, il sindaco: ecco perché ho revocato l’assessore De Toma

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Il primo cittadino d’Apollonio: il Nucleo di valutazione non c’entra nulla, era venuto meno il rapporto di fiducia da due anni


ISERNIA. “Doveva andare via già due anni fa. E questo Sonia De Toma lo sa bene”. Sgombra il campo, il sindaco Giacomo d’Apollonio, dopo il provvedimento di revoca dell’assessore all’Istruzione: quanto accaduto negli ultimi giorni, a meno di sei mesi dal voto, non è stato affatto un fulmine a ciel sereno.

“Ho rimandato la decisione per quasi due anni, nonostante tutto il mio gruppo spingesse in quella direzione. L’assessore non rappresentava più la lista civica ‘Isernia in Comune’, con i consiglieri il rapporto si era incrinato da un pezzo. Delle volte – aggiunge d’Apollonio – in Giunta sembrava parlasse unicamente per conto di altri. Era venuto meno il rapporto di fiducia. Ma ora la misura era colma”.

Ma cosa è accaduto di tanto grave da spingere il sindaco a un gesto così forte, politicamente, a meno di sei mesi dal voto? Il primo cittadino non svela tutte le sue carte, ma si fa capire. La defenestrazione sarebbe effetto di quanto accaduto in sede di voto sul bilancio di previsione, martedì scorso. Quando il gruppo dei Popolari –oltre alla Lega e a una parte di Forza Italia, ndr - cui De Toma era considerata vicinissima, ha deciso di votare contro il documento contabile, rischiando di mandare a casa l’amministrazione.

Alla fine, i voti di Mena Calenda (Forza Italia) e Tiziana Pizzi (fuoriuscita poco prima del voto proprio dal gruppo dei Popolari, per aderire al Misto) hanno salvato d’Apollonio dalla fine anticipata. E lui, consumatasi definitivamente la rottura con Gianni Fantozzi e il suo gruppo, ha agito di conseguenza. Considerando, dunque, di fatto la De Toma come espressione del gruppo Niro. Eppure, oggi, lei ha aderito a Fratelli d’Italia.

Quanto alle nomine del Nucleo di valutazione, d’Apollonio garantisce: “Non c’entra nulla. La procedura seguita conteneva un errore che fu rilevato dal segretario generale, ecco perché l’abbiamo modificata. E questo lo si evince dalle carte, è tutto protocollato. Io stesso, così come altri assessori, avevo chiesto chiarimenti in Giunta. Se fosse vero quanto dice De Toma avrei dovuto estromettere dall’esecutivo anche qualcun altro. E invece non l’ho fatto”. Sulla delibera – approvata ieri sera definitivamente e di prossima pubblicazione sull’albo pretorio – il sindaco non dice di più, ma annuncia una prossima conferenza stampa per spazzare via ogni dubbio.

Poi sulla poca sintonia con l’ormai ex assessore svela: De Toma avrebbe remato contro anche un’altra volta, almeno. “Mi riferisco alla delibera sul Piano anti corruzione, per me di fondamentale importanza. Lei andò via senza votare, risultando di fatto assente”.

Poi ricorda con un’amarezza malcelata: “Quando nominai la Giunta, dopo la vittoria elettorale, scelsi di premiare i primi eletti. Nella mia lista De Toma era la terza miglior piazzata e io la nominai ugualmente, motivando la decisione con il fatto che lei fosse una persona di mia stretta fiducia. Lo era, ma dopo non si è più dimostrata tale, andando per la sua strada e facendo gli interessi di un altro gruppo. È solo per questo – conclude – e non per altro che va via. E dovrebbe avere l’onestà intellettuale di dirlo”.

 

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