Il Covid preoccupa le famiglie più della didattica a distanza: l'A.I.VE.C. impugna le ordinanze sulle riaperture

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Annunciati ricorsi contro i provvedimenti regionali che hanno previsto dal 25 novembre la ripresa delle attività didattiche in presenza nelle scuole dell’infanzia. Sempre più famiglie allarmate dalle conseguenze dirette e indirette dai contagi, rinunciano a portare i loro figli a scuola


CAMPOBASSO. Resta uno dei problemi prioritari legati all’emergenza epidemiologica in atto, la necessità di tenere in equilibrio il rapporto tra la continuità didattica e la tutela della salute degli studenti e del corpo docente e Ata. Nelle ultime ore sono aumentati i casi di famiglie contrarie alla ripresa delle attività didattiche in presenza nelle scuole dell’infanzia, della primaria e secondaria di primo grado. A preoccupare è il rischio contagio dentro le aule scolastiche e le conseguenze che ricadrebbero sui genitori che sarebbero costretti a rinunciare al lavoro, per via delle quarantene obbligatorie. Per questo l’Associazione Italiana Vittime del Coronavirus, nata per tutelare gli interessi dei familiari delle oltre 50mila vittime italiane del virus dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ha prestato particolare attenzione alle voci di tutti coloro che richiedevano la didattica a distanza, “unico strumento utile – secondo l’organizzazione - al fine di conciliare il diritto allo studio con la tutela alla salute”.

“Negli ultimi giorni - spiegano dall’associazione - sono pervenute molteplici richieste di intervento volte anche all’impugnazione dell’ordinanza n. 92 del 23.11.2020 nella parte in cui si stabilisce che: “con decorrenza dal 25 novembre 2020, è consentita la ripresa delle attività in presenza dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (sistema integrato di educazione e di istruzione 0-6 anni) nonché l’attività didattica in presenza della prima classe delle scuole primarie”.

A tal fine l’A.I.V.E.C. ha impugnato l’ordinanza 92 del 23 novembre scorso e l’ordinanza 93 del 28 novembre scorso per violazione del principio di precauzione, per eccesso di potere connesso alla violazione di legge dell’art. 3 legge 241/90 e per violazione dei principi costituzionali, con particolare riferimento agli articoli 2, 3, 97 Cost.

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