Sanità: annuncia le dimissioni ma non ce n'è traccia, Giustini verso il ripensamento

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Il commissario ad acta avrebbe ricevuto l'input dal Tavolo tecnico ministeriale di sospendere le convenzioni con Neuromed e Cattolica, giudicando la soluzione improponibile. Ma ora attende un segnale da Roma prima di gettare davvero la spugna



CAMPOBASSO. Dopo l’annuncio delle proprie dimissioni dato questa mattina nel corso di un videoincontro con i sindacati del comparto sanità, il commissario alla Sanità molisana Angelo Giustini non ha ancora formalizzato nulla. Secondo indiscrezioni, il generale starebbe attendendo un segnale da Roma, che potrebbe tradursi in un più che probabile ripensamento, senza dunque rinunciare all’incarico affidatogli dal Governo.

Nuovo colpo di scena dunque nel giro di poche ore. Al momento non c’è notizia ufficiale delle dimissioni e il commissario ad acta, dopo aver comunicato la decisione di lasciare, potrebbe presto optare per un passo indietro.

Restano le divergenze con il presidente della Regione Donato Toma e con il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano in merito alla gestione dell’emergenza coronavirus.

Proprio questa mattina, nel corso della conferenza stampa di fine anno, il governatore aveva detto di non avere comunicazioni ufficiali in merito alle dimissioni del commissario. “Per cui – ha affermato - resto cauto e non faccio commenti, anche perché questo è un momento delicato, ma i molisani devono sapere che qualsiasi cosa è successo in materia di sanità c’è un presidente che è presente e che non si è dimesso”.

Ma quale sarebbe il motivo alla base della possibile rottura tra Giustini e il Tavolo tecnico ministeriale, durante il quale, ieri, il commissario in persona si sarebbe detto pronto a gettare la spugna? Stando ai rumors di stampa, alla base ci sarebbe la richiesta di sospendere le convenzioni con le strutture private convenzionate, su tutte Neuromed e Cattolica. Una soluzione giudicata improponibile dal generale Giustini, che significherebbe la paralisi del sistema sanitario in Molise. La vicenda non è ancora conclusa e, siamo certi, riserverà altri colpi di scena.

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