Cluster Covid al Cardarelli, esposto in Procura del Movimento Cinque Stelle

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Il gruppo in Consiglio regionale: “Ospedale in sofferenza, potenziamo le zone grigie. Asrem in ritardo su personale”


CAMPOBASSO. Il gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica in merito al cluster Covid registrato tra pazienti e operatori del reparto di Chirurgia dell’ospedale Cardarelli di Campobasso.

“Si tratta dell’ennesima denuncia alla magistratura – affermano i portavoce Andrea Greco, Angelo Primiani e Fabio De Chirico - con la quale segnaliamo le carenze organizzative e gestionali evidenziate da Regione Molise e Asrem e legate alla pandemia.

Da marzo sosteniamo che rendere struttura Covid il principale ospedale del Molise, l’hub di riferimento per le multidiscipline, l’unico Dea regionale di primo livello, è stata una scelta sbagliata e sciagurata. La prova, purtroppo, l’abbiamo avuta per mesi e in questi giorni ne stiamo avendo drammatica conferma.

Il nostro esposto è una richiesta diretta alla magistratura di far luce sulla organizzazione del Cardarelli, ma è anche e soprattutto un segnale di vicinanza agli operatori dell’ospedale di Campobasso, ai pazienti, alle loro famiglie, e un modo per dar voce alle preoccupazioni di tutti i cittadini”.

Ecco il punto. “I molisani hanno bisogno di risposte – incalzano i pentastellati - e chiederle non significa strumentalizzare politicamente il tema, perché nelle difficoltà serve unità, unione d’intenti. Dall’inizio della pandemia abbiamo portato in Consiglio regionale proposte, richieste e soluzioni e solo al Cardarelli abbiamo fatto tre sopralluoghi. Il reparto di Chirurgia è in sofferenza da tempo, per questo da mesi chiediamo compiti ripartiti su altre strutture sanitarie regionali. Un esempio: gli interventi in day e week surgery potrebbero essere eseguiti al Caracciolo di Agnone, in modo da alleggerire il Cardarelli e rispondere al meglio alle esigenze dei cittadini perché il blocco di Chirurgia significa stoppare le attività ordinarie allungando le liste d’attesa.

Inoltre, da agosto chiediamo di migliorare e rendere fruibili le aree grigie. Al momento chi deve essere ricoverato è sottoposto a test rapido e, in caso di negatività, viene ricoverato per poi essere sottoposto a tampone con il rischio che i falsi negativi trovino comunque posto in ospedale moltiplicando il rischio di contagio. Potenziare le zone grigie, invece, vorrebbe dire ricoverare in apposita area dell’ospedale chi è risultato negativo al test in attesa del tampone, garantendo la sicurezza di tutti.

Sono proposte organizzative ignorate nonostante le tante difficoltà. Il Molise – proseguono i Consiglieri regionali - paga ogni giorno la carenza di personale nonostante norme e strumenti speciali messi in campo dal governo centrale. Da troppo tempo in troppe Unità operative mancano i primari, i principali gestori dei reparti; inoltre il piano del fabbisogno presentato da Asrem a marzo scorso ha avuto un risultato sconcertante: zero assunzioni nei reparti di Rianimazione, Anestesia e Malattie infettive.

Oggi sappiamo che bisognava fare altre scelte, molte delle quali indichiamo da mesi. Ma quando le istituzioni non si muovono, - concludono - abbiamo il dovere di andare oltre e chiedere l’intervento della magistratura a cui spettano attività di controllo, d’inchiesta e a cui ora chiediamo di operare presto in nome di tutti i molisani”.

 

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