Isernia, caos totale sulla presidenza della IV Commissione

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Il sindaco: illegittima la nomina di Barbato, la sfiducia non è prevista dal regolamento. Ma l’opposizione: Pitisci (Fdi) sfiduciata dall’assessore Dall’Olio, non da noi. E Mancini rischia provvedimenti disciplinari da Fratelli d’Italia


ISERNIA. Continua il caos dopo la ‘destituzione’ di Rossella Pitisci (Fdi) dalla IV Commissione consiliare permanente del Comune di Isernia. Due giorni fa il blitz dell’opposizione - ormai rappresentata per sette ottavi all’interno dell’organo collegiale a seguito dei vari cambi di casacca avvenuti negli anni - che avrebbe determinato la nomina della leghista Irma Barbato come presidente. E aperto una ferita dentro Fratelli d’Italia, con il vicepresidente del Consiglio comunale, Giovancarmine Mancini, che avrebbe supportato la manovra ‘ai danni’ della Pitisci, nonostante entrambi appartengano al partito della Meloni.

MANCINI VERSO L'EPURAZIONE? Mancini, sul punto, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Ma fonti a lui vicine assicurano che sarebbe pronto ad affrontare ciò che gli riserva il futuro politico a testa alta: sarebbe insomma preparato a eventuali richieste o provvedimenti disciplinari che dovessero arrivare dal partito, di cui è anche vice responsabile nazionale enti locali.

Candidato nel 2016 con la lista civica di sua ideazione Alleanza per il Futuro – che raccolse un ragguardevole 11 per cento circa, contro il 2 per cento di Fratelli d’Italia, all’epoca in fase di strutturazione sul territorio - Mancini è entrato in Consiglio grazie alla surroga del candidato sindaco Gabriele Melogli, che ha rinunciato a sedere in assise tra le file dell’opposizione. Attualmente considerato vicino all’assessore regionale Quintino Pallante (mentre con il coordinatore regionale Filoteo Di Sandro non c’è mai stato grande feeling), Mancini ha fin dall’inizio del mandato rivendicato la sua fiera appartenenza alla minoranza, nonostante Fdi in Regione sia uno dei partiti a sostegno della coalizione che ha eletto il governatore Toma. Ma è pur vero che attualmente anche Forza Italia e la Lega sono all'opposizione, al Comune di Isernia, mentre Fdi cinque anni fa fu l'unico partito nazionale a sostenere d'Apollonio. In questi anni, continuano le fonti a lui vicine, Mancini avrebbe comunque supportato la presidente Pitisci nel lavoro svolto e con gli atti. E nel corso della seduta del 22 dicembre scorso si sarebbe dimesso da vicepresidente della IV Commissione, quando il resto dei commissari ha presentato la sfiducia del presidente uscente. Inoltre, secondo indiscrezioni, due giorni fa era stato avanzato lo stesso nome di Mancini come ‘nuovo’ presidente al posto di Pitisci, ma egli avrebbe declinato l’offerta, venendo comune riconfermato nel ruolo di vice. In ogni caso, la questione all’interno del partito rimane aperta e rischia di spalancare una voragine, a livello locale. E Alleanza per il Futuro potrebbe tornare presto a far parlare di sè.

SFIDUCIA ILLEGITTIMA? Va detto che, come anticipato da isNews, la sfiducia non è prevista dal regolamento comunale e la Pitisci, due giorni fa, di fronte al tentativo dei consiglieri di insistere in tal senso, ha sospeso la seduta della commissione ed è andata via, insieme alla consigliera Mena Calenda che pare non aver condiviso il modus operandi dei colleghi. Eppure, l’opposizione è andata avanti e ha designato Barbato, con modalità di proseguimento della seduta fortemente contestate da Fratelli d’Italia che, il giorno seguente, ha chiesto lumi anche all’attuale segretario comunale Riccardo Feola.

Con un primo effetto scaturito: l’impiegata comunale addetta a fare da segretaria della commissione, Daniela Sassi, si è dimessa dall’incarico.

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