Covid, il decreto di Toma che blocca Giustini: su ogni provvedimento l’avallo del governatore

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Per consentire la validazione o la modifica delle decisioni, sulla base delle funzioni svolte come autorità di Protezione civile. Un braccio di ferro sulla gestione della sanità e della pandemia in atto


CAMPOBASSO. Emergenza Coronavirus, continua il braccio di ferro tra il presidente della Regione Donato Toma e il commissario alla sanità Angelo Giustini.

Ieri l’intervento del commissario ad acta, che in una lettera al premier Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza, ha proposto di trasferire i pazienti no Covid dal ‘Cardarelli’ negli ospedali di Isernia e Termoli. Nelle more della costruzione del nuovo ospedale Covid di Tappino e in considerazione dei focolai scoppiati nei reparti di Chirurgia e Medicina.

Oggi la contromossa di Toma, che in qualità di soggetto attuatore degli interventi urgenti di Protezione civile per l'emergenza da Covid-19, ha emesso un decreto, con il quale stabilisce che il commissario Giustini, e più in generale la struttura commissariale, "al fine di assicurare il coordinamento dei compiti" a lui attribuiti con le funzioni del governatore, provveda ad informarlo preventivamente "in ordine ai provvedimenti in corso di adozione, riguardanti attività sanitarie connesse all'emergenza Covid, trasmettendo il relativo schema".

"Entro 48 ore dalla ricezione degli schemi – precisa il decreto - il presidente della Regione, ove ravvisi la necessità di apportare correttivi al provvedimento su aspetti che impattano sui compiti di Protezione civile, formula proprie osservazioni al commissario ad acta". Inoltre, "nel provvedimento finale il commissario ad acta è tenuto a dare atto dell'avvenuta trasmissione dello schema e delle eventuali osservazioni formulate dal presidente della Regione”. 

Uno scontro a distanza, in un rapporto apparso conflittuale fin dall’arrivo di Giustini in Molise. “Non ho niente contro il commissario, ma contro il commissariamento”, ha più volte dichiarato Toma. Che si è detto fiducioso sull’attuazione di uno dei passaggi del nuovo Patto della salute – congelato proprio in condiderazione del Covid – che prevede proprio l’eliminazione del commissariamento. Nel frattempo è guerra di posizioni. E di strategie. 

C.S.

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