Scuola in presenza, “ma per poco”: i sindacati temono nuove chiusure

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Cgil e Flc contro la Regione: misure insufficienti, pericolo circolo vizioso di allarmismo e confusione


CAMPOBASSO. La CGIL e la FLC del Molise esprimono forti perplessità sulle condizioni di sicurezza che dovrebbero permettere la riapertura in presenza delle scuole molisane. Da “sempre – scrivono in un comunicato il segretario generale Cgil Molise Paolo De Socio e Pino La Fratta, segretario generale della Flc Cgil - abbiamo sostenuto che la didattica a distanza è solo una soluzione emergenziale e che ‘la scuola si fa a scuola’, ma tale obiettivo si raggiunge adottando tutte le necessarie garanzie di sicurezza e valide misure di prevenzione per la salute e l’incolumità di studenti e lavoratori. In data 23 dicembre con una lettera indirizzata al prefetto di Campobasso, all’assessore ai Trasporti, al sottosegretario all’Istruzione e al dirigente dell’Usr Molise, avevamo chiesto di essere convocati ai tavoli tecnici previsti presso le prefetture, in modo da condividere gli interventi necessari a garantire il diritto allo studio, in presenza e in sicurezza. Oltre alla partecipazione ai tavoli di lavoro presso le prefetture, avevamo inoltre chiesto alla Regione di attivare una cabina di regia per fare sintesi delle misure prese a livello territoriale garantendo misure sinergiche, precise e univoche. Nessuna risposta è però giunta alle nostre pressanti richieste, con il risultato che le riunioni sono avvenute nella più assoluta autoreferenzialità. Le uniche misure di cui siamo a conoscenza sono emerse dal Tavolo operativo convocato lunedì scorso dall’USsr Molise. In quella sede abbiamo appreso, a detta del presidente della Giunta, che la Regione avrebbe previsto un potenziamento per i trasporti (non sappiamo però con quali modalità operative), con il coinvolgimento della Protezione civile per evitare assembramenti davanti alle scuole”.

Misure necessarie, secondo De Socio e La Fratta, ma che rischiano di essere “assolutamente insufficienti. Nessuna risposta è venuta alla richiesta di effettuare uno screening diffuso e periodico per studenti e lavoratori, di attivare presidi sanitari nelle scuole e un maggiore collegamento con l'Asrem, di dotare gli istituti scolastici di tamponi rapidi da somministrare a studenti e lavoratori in caso di positività, di potenziare i dispositivi di protezione tramite la dotazione di mascherine Ffp2. Si naviga a vista su tutto: senza l'adozione di adeguate misure c’è il pericolo di generare un circolo precario e vizioso, con la prospettiva concreta di riaprire per poi chiudere, continuando a generare confusione e allarmismo”, commentano dalla Cgil e dalla Flc.

“Tutto viene scaricato sulle scuole (a volte sui sindaci), creando un contesto di profondo disorientamento e comprensibili timori tra tutti i lavoratori e tra le famiglie. Non si può modificare ogni settimana l'organizzazione didattica: era ed è necessario riportare il confronto a livello territoriale coinvolgendo le scuole, fare chiarezza sui dati, anticipare il rischio della terza ondata anche su infanzia e primaria rafforzando e rendendo esigibile da subito i protocolli di sicurezza sottoscritti con i sindacati. Il diritto allo studio è un diritto costituzionale, ma lo è anche il diritto alla salute. Entrambi devono essere perseguiti congiuntamente, e richiedono precise scelte politiche e organizzative con evidenti competenze e responsabilità regionali. Dopo la caotica gestione dell’emergenza sanitaria ora l’incapacità istituzionale e organizzativa regionale si scarica sulla riapertura delle attività didattiche, con il rischio di aggravare ulteriormente il contesto epidemiologico”.

Per i sindacati la situazione non è “più tollerabile. È necessaria una visione complessiva della scuola, che non può essere lasciata alle decisioni dei presidenti delle Regioni o dei Tar Regionali, che rischiano di disgregare il sistema di istruzione nazionale. È necessario un governo nazionale degli interventi, per evitare un pericoloso scivolamento verso forme concrete di autonomia differenziata. La Cgil e la Flc, nel proprio ruolo di rappresentanza e di garanzia delle condizioni di esercizio del diritto allo studio e alla salute, saranno al fianco di lavoratori e studenti e vigileranno, insieme alle Rsu sulla effettiva sussistenza delle condizioni di sicurezza per la riapertura delle scuole. I lavoratori della scuola, gli studenti e le famiglie hanno diritto ad avere certezze su tutti questi temi. In mancanza di risposte credibili – avvisano Cgil e Flc - metteremo in campo tutte le iniziative di mobilitazione consentite dalla situazione che stiamo vivendo”.

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