Chiedono di lavorare in sicurezza e Atm li sospende: provvedimento disciplinare per due autisti

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Mentre prosegue il braccio di ferro tra azienda e lavoratori, i sindacati denunciano: “Atm ancora inadempiente nel pagamento degli stipendi”


CAMPOBASSO. Non c’è pace per i lavoratori del trasporto pubblico mentre le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl nel fine settimana hanno provveduto ad inoltrare ben tre missive all’assessore regionale ai trasporti Quintino Pallante e, per conoscenza, alla Prefettura di Campobasso, per informali su una situazione che definiscono “non più tollerabile e sostenibile che si sta manifestando ormai da tempo nel rapporto tra l’azienda e le proprie maestranze”.

Nella prima delle tre comunicazioni, le organizzazioni sindacali, hanno ribadito che “la società Atm ha deciso di collocare nuovamente ben 154 dipendenti in cassa integrazione (l’unica impresa di trasporto locale del Molise ad agire in tal senso) nonostante la Regione, come per stessa ammissione dell’Assessore Regionale, non abbia provveduto ad effettuare alcun taglio di servizi né al tempo stesso, riduzioni dei contributi chilometrici alle imprese. Peraltro la ridotta capienza al 50% dei mezzi pubblici, imposta dal vigente Dpcm, avrebbe dovuto determinare un maggior fabbisogno di personale anziché gli esuberi dichiarati dall'azienda”.

Nella seconda comunicazione, le segreterie regionali sono tornate nuovamente ad affrontare la questione delle mancate retribuzioni, dovendo smentire peraltro lo stesso assessore Pallante, il quale nei giorni scorsi aveva informato i sindacati (in relazione proprio ad una esplicita comunicazione che gli uffici dell’Assessorato avevano ricevuto da Atm) dell’avvenuto pagamento a tutti i dipendenti delle tredicesime mensilità.
I sindacati invece hanno ribadito che “a tutt’oggi la società Atm non ha affatto provveduto, contrariamente a quanto l’impresa ha certificato alla Regione, a pagare la tredicesima mensilità 2020 a tutti i dipendenti, bensì solo ad una parte degli stessi e che alla data odierna l’azienda è inadempiente anche per la retribuzione di dicembre e nella consegna dei cedolini paga delle ultime due mensilità oltre che nei versamenti ai dipendenti per l’intero anno 2020 della previdenza complementare ai fini pensionistici”.

Nell’ultima comunicazione, forse il fatto che il sindacato definisce in assoluto il più grave. “L’azienda Atm - spiegano le organizzazioni di categoria di Cgil, Cils, Uil e Ugl - in questi giorni sta recapitando agli autisti provvedimenti disciplinari consistenti in due giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione. Il tutto è sorto da un apposito ordine di servizio emesso lo scorso 17 novembre con il quale l’azienda ha imposto l’obbligo per gli autisti di svolgere, seppur a terra, le operazioni di vendita e di controllo dei titoli di viaggio. Un’operazione ad estremo rischio contagio da Covid 19 (peraltro anche in questo caso unica azienda ad agire in questo modo unitamente alla Gtm di Termoli che ha in comune la stessa proprietà) decisa senza adottare nessuna particolare accortezza e precauzione e che risulta in palese contraddizione con quanto deciso dal DPCM del 3 novembre 2020 che proprio sui trasporti ha introdotto misure più restrittive, limitando e riducendo ad esempio dall’80% al 50% il coefficiente di riempimento dei mezzi pubblici adibiti al trasporto locale e disponendo altresì che “tutte le attività inerenti il trasporto pubblico di persone in servizio di linea debbano essere espletate nel rispetto dei protocolli di cui agli allegati 14 e 15 del DPCM 24 ottobre 2020 e che potranno essere modificati solo dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”

Insomma decisioni ed obblighi per i lavoratori che vanno in tutt’altra direzione rispetto ai provvedimenti del Governo recepiti peraltro in toto dalle stesse ordinanze regionali. Di fronte al legittimo rifiuto dei lavoratori che chiedono solo di poter lavorare in sicurezza, i provvedimenti disciplinari agli autisti di At,, suonano proprio come una beffa ma soprattutto rappresentano un’ennesima dimostrazione di prepotenza aziendale”. Le segreterie regionali si rivolgono nuovamente all’assessore Pallante e alla Prefettura di Campobasso affinché “si possa realmente comprendere se tali comportamenti abbiano la capacità di ritenersi compatibili con “quell’interlocuzione collaborativa” e “quel senso di responsabilità” ampiamente auspicato e richiamato nel corso della riunione prefettizia tenutasi lo scorso 4 gennaio”.

 

 

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