Responsabilità dei sindaci, l’Anci si appella alla politica: Testo unico da rivedere

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La richiesta inoltrata anche al Parlamento


CAMPOBASSO. Un appello a rivedere il Tuel, il Testo unico dell’ordinamento degli enti locali, in relazione alla responsabilità dei sindaci. A chiederlo, al Parlamento e a tutte le forze politiche del Paese, i presidenti Anci di ogni regione.

Come chiarisce il presidente di Anci Molise Pompilio Sciulli si chiede una più chiara e netta separazione delle responsabilità penali, amministrative e contabili che attengono in via esclusiva alla gestione e quelle che invece devono far capo agli organi politici, ma anche una ridefinizione delle competenze e del ruolo del sindaco, sostanziando e circoscrivendo i comportamenti che integrano l’omessa vigilanza sull’operato gestionale.

Sollecitati inoltre il riordino e un coordinamento della disciplina in materia di inconferibilità, incompatibilità ed ineleggibilità e una riscrittura dell’abuso d’ufficio (già delimitata come fattispecie con il decreto semplificazioni) con una specificazione dei contenuti delle specifiche regole di condotta, che possono dar luogo all’incriminazione, altrimenti ancora troppo generiche.

“Dati statistici – ha chiarito in proposito Sciulli - mostrano l’enorme divario tra l’elevato numero di contestazioni dell’abuso d’ufficio (circa 7.000 tra 2016 e 2017, ultimi dati disponibili) e i provvedimenti definitivi di condanna che non arrivano a 100”.

Sollecitata infine una migliore disciplina dell'avvio dell'azione penale e della qualificazione della notizia di reato, distinguendo l'ipotesi della semplice irregolarità amministrativa da quella di reato.

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