Allarme variante Covid in Basso Molise, Toma espone i dati: la fascia 40-49 anni la più colpita

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Attesa per le analisi condotte dall’Istituto Zooprofilattico. L’informativa del governatore in Consiglio regionale, dopo l’emanazione delle ordinanze che prima hanno riguardato solo Campomarino e poi hanno blindato 28 comuni, mentre si valuta un allentamento delle misure nei centri dove non ci sono più contagi


CAMPOBASSO. Troppi contagi Covid in Basso Molise, attesa per l’esito delle analisi condotte su circa 150 tamponi dall’Istituto zooprofilattico, che sta studiando le sequenze per accertare se in regione, e in particolare nei comuni della costa, si è diffusa una delle temibili varianti del virus.

“Se si trattasse della variante inglese saremmo anche più tranquilli, rispetto ad altre mutazioni”, ha detto il governatore Donato Toma, nella sua informativa settimanale al Consiglio regionale. Una relazione con cui il presidente ha fatto il punto sui provvedimenti assunti negli ultimi giorni, con la prima ordinanza che ha istituito la Zona rossa a Campomarino e poi col provvedimento del 7 febbraio, che ha blindato 28 comuni del Basso Molise.

“Domenica – ha detto Toma – ho ricevuto dall’Asrem una relazione nella quale mi si segnalava la situazione d’allerta nella zona del Basso Molise, con l’aumento esponenziale dei contagi dovuto probabilmente al mancato rispetto delle regole da parte di alcuni cittadini, che è andato di pari passo con l’apertura delle scuole. Ad oggi sono 667 i positivi nella zona, ma abbiamo modo di credere che il numero sia sottostimato”.

Da qui l’ordinanza che ha esteso la Zona rossa a tutta l’area del Basso Molise fino al 21 febbraio, “dopo aver sentito tutti i sindaci”, per evitare l’ulteriore diffusione di focolai ad altri comuni e all’intera regione. Tuttavia, ha rimarcato il governatore, si valuta anche una riduzione dei vincoli.

“Già sabato faremo una prima ricognizione, per accertare se ci sono comuni diventati Covid free – ha anticipato Toma – dove c’è un arretramento del virus potremo valutare un allentamento delle misure drastiche, che di certo vanno a incidere sulle attività economiche”.

Nel frattempo c’è grande preoccupazione perché, dalle ultime analisi, è stato accertato che si è abbassata la fascia di età colpita dal Covid, attualmente, ha detto Toma, quelle 40-49 anni e poi 50-59 anni. Non più solo anziani, anche tra i casi gravi. Come hanno evidenziato pure gli ultimi decessi. Pazienti giovani, spesso senza altre patologie. Se questo è dovuto alla maggiore aggressività delle varianti si saprà nel giro di pochi giorni.

Nell’informativa di Toma anche il riferimento al piano vaccinale, con le 22mila dosi di siero immunizzante in arrivo a febbraio. Quanto a Astrazeneca, che dovrebbe essere rivolto agli under 55, si sta pensando di destinarlo al mondo della scuola.

Carmen Sepede

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