Feste in casa in zona rossa, il sindaco ‘bacchetta’ i cittadini: serve buonsenso

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A Montenero di Bisaccia Contucci richiama la comunità al rispetto delle misure anti-Covid: “È pericoloso stare insieme per giocare a carte e ignorare i divieti di spostamento”


 MONTENERO DI BISACCIA. Da una settimana ormai anche Montenero di Bisaccia è in zona rossa, istituita per frenare il contagio che sta dilagando in Basso Molise.

Eppure in paese c’è chi continua a ignorare le misure anti-Covid. Per questo, attraverso un post su Facebook, il sindaco Simona Contucci ha voluto evidenziare la necessità di evitare comportamenti pericolosi, come fare feste in casa e spostarsi in altri Comuni, anche fuori regione, senza una reale esigenza.

“Continuano a riferirmi di persone – scrive il primo cittaidno - che si ritrovano in casa per giocare a carte, per fare festa: questo rappresenta un enorme pericolo per voi stessi e per la comunità. E lo è ancor di più perché mi riferiscono di tante persone che hanno disatteso il divieto di spostamento tra regioni e che, a causa di questa 'allergia' alle disposizioni vigenti, hanno contratto il virus e contagiato successivamente parenti e amici.

Le Istituzioni e le Forze dell’Ordine arrivano fino a un certo punto, poi subentra il buonsenso e la coscienza individuale. Non giriamoci dall'altra parte quando qualcuno si ammala, quando finisce in ospedale o addirittura perde la vita. Questa non è civiltà, ma la sua antitesi. Io vorrei una Montenero più consapevole, che non derida ma supporti, che non lasci correre ma che si interessi ai problemi aiutando a risolverli”.

Per quanto riguarda i dati complessivi, ad oggi, a Montenero risultano 21 positivi da tampone molecolare, 15 da tampone rapido antigenico, 3 positivi risultanti da tampone molecolare effettuato fuori regione e due persone sintomatiche per contatti avuti con positivi, ma che non hanno ancora effettuato il tampone.

“Detto ciò – conclude il sindaco - vi ricordo che questi ‘numeri’ non possono, anzi, non devono rappresentare un pretesto, o un alibi, per poterci sentire più o meno al sicuro. La condizione di emergenza sanitaria nazionale e mondiale, per chi fa finta ancora di non comprenderlo, non ce lo consente”.

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