Tamponi per tutti e vaccini 'trasparenti': lettera aperta a Toma e Speranza

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Sindaci, ex amministratori e cittadini si appellano al governatore e soprattutto al ministro della salute per risolvere i conflitti istituzionali che affliggono la sanità molisana: intervento urgente e non più rinviabile


CAMPOBASSO-ISERNIA. Una lettera aperta al ministro della Salute Roberto Speranza e al presidente della Regione, Donato Toma, sull’emergenza coronavirus in Molise.

È quanto presentato da parte di un gruppo di cittadini (primo firmatario l’ex presidente della provincia di Isernia Lorenzo Coia, ma anche l’ex sottosegretario agli Esteri Famiano Crucianelli, l’ex presidente del Consiglio regionale del Molise Antonio D’Ambrosio, l’ex direttore generale Asl Giovanni Di Pilla, l’ex presidente della Provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio, l’ex sindaco di Campobasso Augusto Massa, l’ex presidente della Regione Giovanni Di Stasi, gli attuali sindaci di Agnone e Capracotta Daniele Saia e Candido Paglione, gli ex sindacalisti Angelo Minotti e Ruggero Nobile).

Una missiva in cui ricostruiscono le varie mancanze susseguitesi in questi 12 mesi di pandemia, a ogni livello istituzionale locale; si lamenta la scarsa, quasi inesistente collaborazione tra commissario ad acta Angelo Giustini, vertici Asrem e politica regionale, e si propone di intervenire subito con tamponi a tappeto su tutti i cittadini del Molise e con un piano vaccini razionale e trasparente. Ecco il testo nella sua interezza.

 “In questi lunghi mesi vissuti sotto l’assedio del coronavirus – scrivono i cittadini, che dovrebbero presto costituire un’associazione - abbiamo svolto molte riflessioni sul nostro sistema sanitario regionale, sui suoi difetti e sulle sue virtù. Abbiamo visto che una buona medicina territoriale riesce a proteggerci meglio, in ogni circostanza e soprattutto in caso di pandemia. Abbiamo capito che con una robusta rete di servizi socio-sanitari si possono monitorare tutti i cittadini, individuare i contagi, frenare la trasmissione del virus, assistere tempestivamente i malati, ridurre il numero dei ricoveri in ospedale e in terapia intensiva, salvare vite. Per esprimere un giudizio oggettivo sui risultati ottenuti nei diversi modelli sanitari presenti del nostro Paese, abbiamo considerato tre regioni amministrate dal centro destra: la Lombardia, che negli ultimi decenni ha smantellato la rete sanitaria sul territorio per canalizzare le risorse finanziarie verso gli ospedali privati, è stata travolta dalla pandemia; il Veneto, con le case della salute e una discreta integrazione dei servizi socio-sanitari, ha retto l’urto; il Molise, che ha una percentuale di posti letto privati per acuti superiore alla Lombardia, e, per posti letto di Terapia intensiva, è seconda solo al Lazio, che non ha potuto contare su una medicina territoriale adeguata e si è trovato scoperto su tutti i fronti”.

“In questa drammatica situazione – continua la lettera indirizzata a Toma e Speranza - in Molise le decisioni assunte, purtroppo, non sono riuscite a indicare un unico centro Covid 19 interregionale, hanno creato una promiscuità pericolosissima negli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli e non hanno garantito il tracciamento e il conseguente contenimento dei contagi sul territorio. Nella stessa comunicazione quotidiana dei dati relativi ai contagi, la Asrem e il governo regionale si sono affidati alla cabala. Solo così si può spiegare il recente, repentino passaggio dalla zona gialla alla zona rossa per tutto il basso Molise. Le recenti dichiarazioni del professor Ricciardi sulla situazione Molise con i suoi 308 decessi dall’inizio della pandemia, con 1.600 positivi attuali e 1.600 in isolamento fiduciario, che asserisce “la percentuale del 40/50% di decessi sul totale dei ricoveri per Covid-19 è troppo alta” e necessita di interventi urgenti, tra cui quello di aumentare e sequenziare di più i tamponi effettuati per rilevarne le variabili, aumentano l’inquietudine. Identica è l’approssimazione nell’allestire i posti letto di Terapia intensiva e Malattie Infettive, i ritardi (oltre sei mesi dal bando) nel reperimento di figure infermieristiche e mediche urgenti. Non ultima, segnaliamo la lentezza nella definizione di un piano efficace di vaccinazione, ritardi nell’approvvigionamento, difficoltà nella individuazione della platea degli aventi diritto secondo le priorità e invio alla somministrazione”.

Ma non è tutto. Coia e sodali ricordano il “perenne rapporto conflittuale tra il Direttore generale Asrem, il presidente della Regione e il Commissario ad acta ministeriale, che mina alla base la definizione di un piano condiviso tra Regione, Stato, Asrem e autorità sanitarie locali, indispensabile per arginare e sconfiggere la pandemia da Covid-19. Questo disastro, dovuto principalmente al lavoro discutibile e approssimativo dell’Azienda sanitaria regionale e all’assenza pressoché totale del Commissario ad acta, ha consentito ad alcuni rappresentanti della maggioranza consiliare di provare a organizzare una raccolta di consensi in cambio di tamponi che l’Asrem avrebbe dovuto garantire. Si tratta di un fatto gravissimo che offende la dignità dei cittadini e rischia di legittimare un meccanismo pericoloso di “carità istituzionale. Il presidente della Regione deve assolutamente intervenire per richiamare gli eletti alla loro etica comportamentale e a diffidarli dal mantenere simili atteggiamenti”.

Di qui l’appello a Toma: “Tocca a lei, signor presidente, in questa delicatissima contingenza, attivarsi per procedere alla somministrazione dei tamponi a tutti i cittadini molisani, per tracciare e contenere i contagi con criteri scientifici, compreso il sequenziamento delle variabili; adottare un piano razionale e trasparente per vaccinare presto i cittadini contro il coronavirus; risparmiare al Molise la vergogna di diventare il laboratorio di pratiche clientelari abiette”.

Al ministro della Salute, infine, “chiediamo un autorevole e non più rinviabile intervento volto a ripristinare un leale e collaborativo rapporto tra Ministero e Regione Molise – concludono - sciogliendo conflitti o rimuovendo ostacoli, nella gestione della delicata materia della tutela della salute dei cittadini”.

Lorenzo Coia, già Presidente Provincia di Isernia

Loris Amoruso, Dipendente FIAT

Francesca Ciarla, Sociologa

Domenico Ciarla, Pensionato Banca Intesa

On. Famiano Crucianelli, già Sottosegretario agli Esteri

Antonio D’Ambrosio, già Presidente Consiglio Regionale

Nicola D’Ascanio, già Presidente Provincia Isernia

Giovanni De Iulio, Pensionato FIAT

Giovanni Di Pilla, già Direttore generale ASL

On. Giovanni Di Stasi, già Presidente Regione Molise

Nicola Galasso, Ingegnere

Gino Lamelza, Pensionato FIAT

Sen. Augusto Massa, già Sindaco di Campobasso

Angelo Minotti, già Segretario FIOM CGIL Molise

Ruggero Nobile, già Segretario Cd Lavoro Termoli

Candido Paglione, Sindaco di Capracotta

Gino Palladino, Pensionato FIAT

Stefania Pedrazzi, Insegnante

Daniele Saia, Sindaco di Agnone

Nicola Silvaggio, Pensionato SITE

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