Coronavirus, appello di 'Possibile' al ministro della salute: "Il Molise non resiste più"

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Una emergenza silenziosa, per lo più sconosciuta ai vertici del governo nazionale, quella che si sta verificando in Molise. Il partito fondato dall’ex parlamentare Giuseppe Civati, si appella a Roberto Speranza e gli chiede di “intervenire al più presto”


CAMPOBASSO. Il partito politico nazionale “Possibile”, fondato da Giuseppe Civati, accende un faro sulla grave emergenza sanitaria che sta colpendo il Molise.

“Ieri – ricordano dalla forza politica di sinistra - un automobilista ha avuto un malore in un’area di servizio sulla A14, nel tratto tra Abruzzo e Molise. È stato soccorso da un’ambulanza e trasferito all’ospedale di Termoli, dove però non ha potuto essere ricoverato per le difficoltà legate all’emergenza Covid e alla mancanza di un reparto di Cardiochirurgia. È arrivato un elicottero, lo ha trasportato a Chieti ma non è bastato: l’uomo è morto per mancanza di cure.

È solo l’ultimo di una serie di episodi che rendono manifesta la situazione assurda che sta vivendo nelle ultime settimane la Regione Molise, nel silenzio della gran parte dei media e delle istituzioni: difficoltà legate al Covid, che si sommano alle mancanze croniche del sistema sanitario regionale e che hanno effetti devastanti sia sulle persone che contraggono il virus sia su chi – come la persona tragicamente deceduta ieri – ha bisogno di cure mediche urgenti per altri motivi.

Al momento in Molise sono 110 le persone ricoverate con sintomi da coronavirus, 14 quelle in terapia intensiva al Cardarelli di Campobasso, l’unico attrezzato per riceverli, vista la mancanza in regione di un centro unicamente dedicato al Covid: sono i numeri più alti dall’inizio della pandemia, con 1714 persone positive.

Intanto – evidenziano i rappresentanti di “Possibile” - la Procura di Campobasso ha aperto un’inchiesta per incongruenze tra i numeri delle terapie intensive comunicate dalla regione e quelle effettivamente disponibili: una discrepanza di 30 posti (44 quelli comunicati, 14 quelli disponibili), rimasti solo su carta secondo gli inquirenti, che sarebbero decisivi in questo momento e che avrebbero consentito per settimane al Molise di rimanere in zona gialla sulla base di informazioni scorrette. Notizie che, se confermate, svelerebbero responsabilità gravissime, per cui il Presidente della Regione Toma (eletto tre anni fa con una coalizione di centro-destra) e a cascata i responsabili dell’Azienda Sanitaria Regionale dovrebbero rassegnare immediatamente le dimissioni.

Di tutto questo – concludono i rappresentanti del partito - si deve parlare, perché ne va letteralmente della vita di 300.000 persone. Il Ministero della Salute intervenga al più presto: il Molise non resiste più”.

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