Emergenza Covid, Buono affonda: “Ospedali da campo pur di non investire sulla sanità pubblica”

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Il commento del presidente di Partecipazione Democratica, ad un anno dall’inizio della pandemia


VENAFRO. Investire sulla sanità pubblica: è ciò che avrebbe dovuto fare il governo regionale per far fronte alla pandemia da Covid. Di questo avviso si dice il consigliere comunale di Venafro e presidente di Partecipazione Democratica, Stefano Buono, il quale commenta amaramente gli ultimi eventi molisani legati all’emergenza sanitaria, parlando di “ennesima occasione persa” e non lesinando strali all’indirizzo del governatore Toma, del commissario Giustini e del sindaco e presidente della Provincia di Isernia Ricci.


“Ciò che è successo in Molise nell’ultimo anno in termini di gestione sanitaria ed emergenziale è paradossale – afferma Buono - ma, purtroppo, quello che sta accadendo oggi è drammatico. Le persone stanno morendo perché non abbiamo più posti letto in terapia intensiva. E, a quanto pare, evidentemente, non sono stati comunicati i dati corretti a Roma riguardo la percentuale di occupazione dei posti letto. Questa volta l’incapacità politica e amministrativa ha raggiunto livelli di gravità inaudita che meriteranno certamente anche un accertamento ulteriore da parte delle competenti autorità giudiziarie circa i profili di responsabilità. Ora però la situazione è delicata e bisogna trovare una soluzione immediata. È di queste ore la notizia che, grazie all’intervento del Partito Democratico e del ministro della difesa Lorenzo Guerini, potrebbe intervenire l’esercito. Questo dà l’idea della gravità della situazione attuale e dell’inadeguatezza di chi avrebbe dovuto gestirla, dal Governo Regionale al Commissario ad Acta.
Il fatto oggettivo è che, nonostante avessimo un anno di tempo per incrementare la dotazione di posti letto, - affonda l’esponente dem - siamo arrivati ad allestire un ospedale da campo come soluzione al problema. E questo è accaduto dopo che innumerevoli volte, anche nel giro di brevissimo tempo, si è cambiata idea. Questo livello di improvvisazione ha comunque fatto emergere la volontà politica chiara di non volere investire sulla sanità pubblica. Esisteva, ad inizio emergenza, una deliberazione di consiglio regionale che individuava il Vietri di Larino come centro ospedaliero dedicato Covid. Quell’opzione è stata poi inspiegabilmente scartata e si è proceduto con la previsione di un ampliamento del Cardarelli con una spesa complessiva di circa nove milioni di euro. I lavori, come era ampiamente prevedibile e come è stato detto già molteplici volte, non sono ancora iniziati e nel frattempo la situazione è degenerata. Un ospedale unico, sia per l’ordinario che per la cura dei pazienti Covid, è andato inevitabilmente al collasso. A questo punto Presidente di Regione e commissario ad acta – prosegue Buono - hanno raccolto una disponibilità da parte dei privati. Nel giro di poche ore hanno paventato l’adozione di varie soluzioni: Fondazione Pavone, Vietri con il personale dei privati, infine l’ospedale Gemelli di Campobasso. Contemporaneamente si affermava circa la provvisorietà di tali soluzioni nelle more della configurazione del Vietri di Larino come centro Covid definitivo (nonostante, è bene ricordarlo, si è fatto un bando milionario per adeguare il Cardarelli). Nel frattempo le persone continuano a morire in modo anomalo e si decide di allestire un ospedale da campo. È una vicenda grottesca che, purtroppo, ha determinato la morte di persone che avrebbero potuto essere salvate. Speriamo che l’eventuale intervento dell’esercito possa contribuire, nell’immediato, a risolvere almeno in parte il gigantesco pasticcio. Poteva essere l’occasione per gestire bene l’emergenza e investire di nuovo sulle strutture pubbliche come il Vietri di Larino e il SS Rosario di Venafro. Da questo punto di vista – conclude - se da una parte registriamo l’incapacità politica di una classe dirigente completamente inadeguata, dall’altra prendiamo atto del silenzio e della complicità con Toma da parte di importanti esponenti locali come il Sindaco di Venafro e Presidente della Provincia di Isernia Ricci”.

 

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