Coronavirus, il Molise si spegne e le vaccinazioni proseguono a rilento

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Per il presidente dell’Associazione regionale Comuni, Pompilio Sciulli, serve un’unica regia nazionale per individuare strutture adatte per le somministrazioni e l'immediato coinvolgimento dei medici di medicina generale. Nel frattempo  centinaia di lavoratori fragili e famiglie con pazienti affetti da patologie gravi ancora attendono la somministrazione del vaccino. Dall'Asrem ritardi inaccettabili nei confronti di persone che tutti i giorni rischiano la vita e hanno il terrore di uscire di casa


CAMPOBASSO. "Per accelerare la vaccinazione di massa ci vogliono i sieri, i luoghi adatti e personale che li somministri. Ci preoccupano i tempi della campagna di massa. La pressione dei cittadini che aspettano il loro turno è giustamente forte. Ma la somministrazione procede ancora con lentezza".

Si è espresso in questi termini il presidente dell'Associazione Comuni e sindaco di Pescopennataro, Pompilio Sciulli al vertice sui vaccini tra governo, enti locali, commissario all'emergenza e capo della Protezione civile.

"Questo non è un tempo ordinario. È un tempo straordinario. Come straordinari sono stati i sacrifici che abbiamo chiesto ai cittadini italiani - ha proseguito Sciulli. E dunque straordinarie devono essere le risorse, straordinario l'impegno, straordinarie le procedure. Chiediamo una regia unica nazionale per individuare le strutture adatte come gli auditorium, le palestre, i palazzetti dello sport. Serve un criterio unico, valido per tutto il Paese, che stabilisca la cronologia delle categorie dei cittadini da vaccinare. Si chieda uno sforzo maggiore a tutti gli operatori sanitari a partire dai medici di medicina generale che possono svolgere un ruolo strategico in questo momento per la loro presenza” ha concluso Pompilio Sciulli.

Nel frattempo l'ennesima denuncia sui ritardi nella campagna di vaccinazione, arrivano dai cosidetti "lavoratori fragili" e dalla famgilie con pazienti affetti da patologie gravi, maggiormente esposti all'aggressione virale e al pericolo di perdere la vita. Persone ancora non vaccinate che aspettano da mesi e in silenzio che arrivi il loro turno. Centinaia di molisani che da un anno vivono con il terrore di uscire di casa: tra cosotoro rientrano pazienti con patologie respiratorie, cardiocircolatorie, oncologiche, disabili,  pazienti affetti da fibrosi cistica, insufficienza renale, malattie autoimmuni. Una vasta platea di cittadini che rivendicano con dignità il diritto alla salute e alla vita, in un momento nel quale è diventato impossibile curarsi in strutture ospedaliere al collasso. Chiedono soltanto di essere vaccinate il prima possibile. 

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