Mozione di sfiducia a Toma, ci sono 11 firme. I Cinque stelle: dimissioni subito

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Il colpo di scena nella riunione di oggi del Consiglio regionale, mentre era in discussione la mozione della maggioranza, sulla richiesta di sostituzione della struttura commissariale. Con il Pd e i 5 Stelle firmano la mozione di sfiducia al governatore i consiglieri di centrodestra Romagnuolo, Calenda e Iorio


di CARMEN SEPEDE

CAMPOBASSO. Emergenza Covid e caos sanitario, firmata da 11 consiglieri regionali  la mozione di sfiducia al governatore Donato Toma. A presentarla i gruppi del M5s e del Pd, a sorpresa, con la protesta delle associazioni fuori dal Consiglio regionale e mentre era in discussione la mozione della maggioranza in cui si chiedeva  al presidente Toma di far voti al Governo Draghi per ottenere la sostituzione della struttura commissariale. Mozione emendata, in considerazione delle dimissioni di Angelo Giustini da commissario. In tarda mattinata anche i consiglieri di centrodestra Aida Romagnuolo, Filomena Calenda e Michele Iorio hanno dato il loro sostegno alla mozione, aprendo di fatto la crisi politica interna alla maggioranza. 

La cronaca della seduta di questa mattina a Palazzo D'Aimmo. Sfiducia al governatore oggi assente alla seduta del Consiglio regionale, per importanti impegni istituzionali.Mettiamo fine a questa vergogna e andiamo tutti a casa – durissimo l’intervento del capogruppo del M5s Andrea Greco – in questa mozione di sfiducia ci sono già 8 firme e mi appello a Calenda, Iorio e Romagnuolo, invitandoli a firmare ora”.

“Chiedo che tutte le voci che hanno mostrato dissenso nella maggioranza – ha precisato il pentastellato Angelo Primiani - votino compatte per ridare il voto ai molisani. Ora è il momento di passare dalla parole ai fatti”.

“Le responsabilità dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo sono tante, ma la prima responsabilità è politica ed è quella del governatore Donato Toma, e mi dispiace non poterglielo dire in faccia, perché oggi è assente”, ha quindi precisato il capogruppo del Pd Micaela Fanelli, seconda firmataria della mozione di sfiducia.

“Con quest’atto – ha puntualizzato il dem Vittorino Facciolla - sfiduciamo anche noi stessi. Ma si tratta di un epilogo che ridà dignità alle istituzioni”.

L’appello ai dissidenti della maggioranza non è caduto nel vuoto. “Finalmente è stato accolto l’invito che avevo fatto 15 giorni fa ad andare via tutti – ha affermato Aida Romagnuolo – firmo la mozione”.

Dopo quella di Romagnuolo è arrivata anche la firma di Mena Calenda. “Greco mi ha lanciato un assist che accolgo con l’irruenza che mi appartiene, perché a me Confucio mi fa un baffo – le sue parole – Ma credo sia giusto arrivare a questo perché sulle istanze che ho più volte presentato il governatore non ha mai voluto prendere provvedimenti. Allora finiamo questo indegno spettacolo”.  

Prima della presentazione della mozione di sfiducia Iorio, Calenda e Romagnuolo avevano presentato un emendamento alla mozione della maggioranza, con cui si chiedeva la rimozione dei vertici Asrem e l’accertamento di tutte le responsabilità, salvando per certi versi l’operato del commissario.

Impegno anche a riprendere il progetto per la riapertura del Vietri, da ristrutturare e destinare a centro Covid, dirottando in favore dell’ospedale di Larino i fondi destinati alla realizzazione della cosiddetta ‘Torre Covid’, i cui lavori non sono ancora iniziati. E mentre gli unici nuovi posti letto di rianimazione in arrivo, ha detto Iorio, che ha firmato anche lui la sfiducia, “sono quelli in corso di realizzazione nei container o nelle strutture mobili, se vogliamo utilizzare un termine che non urta la sensibilità di nessuno”.

Su richiesta dell’assessore Quintino Pallante la seduta è stata sospesa. Al momento dunque sono 11 le firme sotto la mozione di sfiducia a Toma, che non potrà però essere votata prima di 15 giorni. 

 

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