Sfiducia a Toma, aperta la crisi. Consiglio regionale convocato il 6 aprile

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Depositato l’atto annunciato in mattinata, con le 11 firme che di fatto basterebbero a ribaltare la maggioranza e a ottenere la sospensione anticipata della legislatura


CAMPOBASSO. Undici firme sotto la mozione di sfiducia al governatore del Molise Donato Toma, per interrompere anticipatamente la legislatura.

Era stata annunciata a sorpresa in mattinata ed è stata formalmente depositata, nella ripresa pomeridiana del Consiglio regionale, la sfiducia che di fatto sancisce la crisi, presentata dagli 8 consiglieri del M5s e del Pd e sottoscritta anche dai consiglieri dissidenti di maggioranza, Michele Iorio, Filomena Calenda e Aida Romagnuolo.

“Undici voti sono già una sfiducia a Toma, che farebbe bene a prenderne atto e a dimettersi, visto che questo Governo regionale ha perso legittimazione – ha detto il capogruppo dei Cinque stelle Andrea Greco – Ogni altro argomento è superato rispetto alla preminenza politica e istituzionale dell’atto appena presentato. Per cui chiediamo la sospensione dei lavori del Consiglio e chiediamo di ridare la parola ai cittadini”.

Richiesta di sospensione accolta dal presidente del Consiglio Salvatore Micone, che ha convocato la prossima seduta per il 6 aprile. A norma di regolamento la mozione di sfiducia non potrà infatti essere discussa prima di quindici giorni. Due settimane in cui il governatore Toma e la maggioranza proveranno a fare opera di convincimento sugli ‘scontenti’. Per evitare quello che si chiede nel documento: il tutti a casa.

C.S.

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