Coronavirus, scende in Molise l’indice di contagio: Rt è ora a 1

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Un dato appena al di sopra di quello nazionale, a 0.98, quello che emerge dal monitoraggio settimanale del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità


CAMPOBASSO. Coronavirus, scende in Molise l’indice di contagio. Dal monitoraggio settimanale condotto dal Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, relativo alla settimana dal 22 al 28 marzo l’Rt è a 1 (C.I 0.74-1.28), appena al di sopra della media nazionale, di 0.98. La scorsa settimana era a 1.17.

Un valore in calo, pur con un’allerta segnalata (Ind.2.1 in aumento e sopra quota 10%), mentre ora la fascia di rischio è moderata, a dimostrazione che ci sono i primi segni che l’epidemia sta allentando la morsa in Molise. Anche se il valore di Rt 1 rappresenta comunque un livello di allarme.

Il Molise conferma dunque la Zona arancione (ma dal 3 al 5 aprile sarà Zona rossa in tutta Italia), insieme ad Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Provincia autonoma di Bolzano, Sardegna, Sicilia Umbria. In Campania, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta non si segnalano miglioramenti e molto probabilmente si dovrà aspettare ancora il monitoraggio della prossima settimana prima di poter verificare l'eventuale uscita dalla Zona rossa.

“Si osserva – si legge nel report - una lieve riduzione di incidenza a livello nazionale, che rimane comunque alta insieme ad una decrescita dell’indice di Rt sotto il livello di 1. Allo stesso tempo la circolazione di varianti a maggior trasmissibilità è largamente dominante nel Paese, il che indica la necessità di non ridurre le attuali misure di restrizione. I dati di incidenza e trasmissibilità, seppure in lieve decremento, uniti al forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali, accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione. Si ribadisce, anche alla luce della ormai ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità”.

C.S.

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