Ambiente, 'no' della Coldiretti al fotovoltaico 'selvaggio' in Basso Molise

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La denuncia: “A rischio oltre 300 ettari di terreni agricoli tra San Martino in Pensilis e Ururi”


CAMPOBASSO. No al fotovoltaico 'selvaggio'. La Coldiretti Molise boccia il progetto previsto per l'area del Basso Molise.

“In grave pericolo – si legge in una nota - adesso sono oltre 300 ettari di terreni agricoli, denuncia Coldiretti, compresi fra i comuni di San Martino in Pensilis e Ururi, sui quali è prevista la realizzazione di parchi fotovoltaici che, dietro la giustificazione di una cultura agro energetica, modificheranno radicalmente questi territori in maniera irreversibile con gravissime conseguenze sia per l’ambente che per l’economia.
 
Lo stesso destino, avverte inoltre Coldiretti Molise, potrebbe toccare anche ad altri campi fertili, considerando le numerose istanze relative a progetti simili, presentate all’Assessorato all’Ambiente della Regione, che interessano centinaia di ettari per la realizzazione di parchi fotovoltaici. Questo, sottolinea ancora l’Organizzazione, significa sottrarre suolo, non solo al settore agricolo, per coltivare o  allevare, ma anche a tutta la popolazione locale.

Sono sempre di più gli enti,  le società finanziarie non agricole, con dietro soggetti anche stranieri, che investono su questa fonte rinnovabile, con il rischio che senza una normativa regionale che individui le zone non idonee agli impianti, si arriverà ad uno scempio del territorio, una vera e propria devastazione, di carattere irreversibile, che costituirà uno schiaffo morale per chi ama la propria terra e per chi ci lavora rispettando la natura”.
 
“La nostra iniziativa non si fermerà – avverte Aniello Ascolese, direttore regionale Coldiretti Molise – perché si tratta non di una battaglia corporativistica ma di un’azione tesa a tutelare gli interessi di tutta la collettività. Coldiretti Molise auspica, quindi, che il Governo Regionale, in primis il Presidente, Donato Toma, e l’Assessore all’Agricoltura, Nicola Cavaliere, valutino la problematica con la dovuta attenzione, in considerazione anche dei tanti progetti di sviluppo vero per il territorio che sono stati messi in campo negli ultimi anni e che mal si concilierebbero con tali ‘presenze’”.

Per questo Coldiretti ritiene indispensabile “che la Regione intervenga con una norma ad hoc e lo metta nero su bianco stabilendo quali aree possano essere destinate a siffatti insediamenti. Ciò per salvaguardare i terreni dall’installazione di pannelli solari, collocati sul suolo, in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici. È infatti necessario – prosegue l’organizzazione - effettuare una valutazione degli interessi dei progetti, come anche la tutela del terreno e della sua qualità, la tutela dell’ambiente e del paesaggio, favorendo la destinazione e la valorizzazione dell’attività agricola, anche alla luce del fatto che il Molise ha già superato la produzione necessaria al proprio fabbisogno energetico.

È in atto - conclude Coldiretti Molise –  un vero e proprio saccheggio di superficie agricola. Il territorio è diventato terra di conquista per società, anche multinazionali, che più che all’energia pulita mirano a speculazioni agro energetiche. Questa situazione non riguarda solo le campagne del basso Molise, ma l’intero territorio regionale che rischia di essere oggetto di investimenti estranei alle finalità legate all’agricoltura”.

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