Covid, eventi e matrimoni ancora fermi: le imprese invocano la ripartenza e un fondo di almeno un miliardo

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La delegazione della Federmef Molise aderisce alla battaglia avviata dalla presidente dell’associazione per la ripresa delle attività del settore, alla luce delle annunciate riaperture dei ristoranti e della ripresa delle fiere


ROMA/CAMPOBASSO. Imprese e professionisti del settore matrimoni ed eventi privati sul piede di guerra per la mancata ripresa delle attività, nonostante le riaperture annunciate dal governo Draghi. L’associazione Federmep invoca la ripartenza e lo stanziamento di fondi per almeno un miliardo.

"Il governo ci spieghi - scrive in una nota Serena Ranieri, presidente di Federmep - perché consente che un ristorante accolga contemporaneamente centinaia di clienti e proibisce allo stesso locale di ospitare un analogo numero di invitati a un matrimonio. Ci spieghi perché fissa una data per la ripresa delle fiere e non degli eventi privati. Ci spieghi perché non prende in considerazione il protocollo sanitario predisposto da Federmep e Assoeventi, che concilia le esigenze di contenimento della pandemia con quelle di sopravvivenza dei 50mila operatori economici del nostro comparto.
Sino ad oggi abbiamo percorso responsabilmente la strada del dialogo e del confronto: se la risposta del governo è quella della bozza di decreto, evidentemente abbiamo sbagliato a dar fiducia. Se il decreto non conterrà riferimento alla ripresa delle nostre attività - conclude Ranieri - allora stanzino un fondo per il nostro settore di almeno un miliardo di euro, incrementabile per ogni mese di mancato lavoro. Se i contagi non calano abbastanza, se gli ospedali sono saturi, la colpa non è certo delle nostre imprese ma dell'incapacità di chi ha gestito l'emergenza sanitaria".

A farle da eco la delegazione Federmep Molise, guidata da Mauro Di Salvatore, che si dice solidale con le parole della presidente e che rilancia: “Si sta portando all'esasperazione un settore che trascina il paese, - recita un comunicano stampa - lo si sta accantonando in un angolo e si sta aspettando troppo tempo prima di capire che se saltano tante aziende, la ripresa del nostro Paese sarà davvero molto più lenta del previsto. Oggi davvero il nostro settore ha avuto un altro durissimo colpo che, dopo i sacrifici fatti, non meritavamo affatto”.

 

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