Ue, la denuncia di Coldiretti: “Da Bruxelles l’idea di annacquare il vino”

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Dopo le etichette per limitare il consumo della bevanda, la nuova trovata per ridurre o azzerare il tasso alcolico della stessa. A rischio l’identità e la tradizione del prodotto


BRUXELLES. Nuovo ‘attentato’ al Dio Bacco da parte di Bruxelles. A dare l’allarme la Coldiretti che denuncia come, dopo aver proposto l’introduzione delle etichette allarmistiche per scoraggiare il consumo di vino, l’Ue intenda aggiungere acqua alla bevanda con l’obiettivo della dealcolazione della stessa.

La paventata iniziativa sarebbe illustrata in un documento della Presidenza del Consiglio dei Ministri dell’Unione europea e, più nel dettaglio, prevede di autorizzare, nell’ambito delle pratiche enologiche, l’eliminazione totale o parziale dell’alcol con la possibilità di aggiungere acqua anche nei vini a denominazione di origine.

“In questo modo – incalza Coldiretti - viene permesso ancora di chiamare vino, un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino. Un inganno legalizzato per i consumatori che si ritrovano a pagare l’acqua come il vino che non potranno neanche fare appello alla tradizionale canzone popolare romanesca ‘La società dei magnaccioni’ di Gabriella Ferri che recita ‘Se l'oste ar vino ci ha messo l'acqua E noi je dimo e noi je famo C'hai messo l'acqua Nun te pagamo ma però’”.

“L’introduzione della dealcolazione parziale e totale, come nuove pratiche enologiche, - aggiunge Ettore Prandini, presidente Coldiretti - rappresenta un grosso rischio ed un precedente pericolosissimo e che metterebbe fortemente a rischio l’identità del vino italiano e europeo, anche perché la definizione ‘naturale’ e legale del vino vigente in Europa prevede il divieto di aggiungere acqua”.

Prandini sottolinea, poi, l’impegno “per fermare una deriva pericolosa che rischia di compromettere la principale voce dell’export agroalimentare nazionale che complessivamente sviluppa un fatturato di oltre 11 miliardi in Italia e all’estero”.

Per Coldiretti la proposta di aggiungere acqua nel vino è “solo l’ultimo degli inganni autorizzati dall’Unione Europea che già consente l’aggiunta dello zucchero nei paesi del Nord Europa, per aumentare la gradazione del vino, mentre lo zuccheraggio è sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia, che ha combattuto una battaglia per impedire un ‘trucco di cantina’ e per affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall’uva. Ma Bruxelles ha dato anche il via libera al vino ‘senza uva’, ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes. Una pratica enologica che altera la natura stessa del vino che storicamente e tradizionalmente è solo quello interamente ottenuto dall’uva”.

La preoccupante novità arriva, peraltro, in un momento difficile per il settore per il drammatico crollo del consumo di vino Made in Italy all’estero che raggiunge il minimo storico da oltre 30 anni per effetto del calo del 20% nelle esportazioni nel 2021, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat a gennaio con l’Italia che è il principale esportatore mondiale di vino. L’Italia – conclude la Coldiretti – si conferma comunque primo produttore mondiale con 49,1 milioni di ettolitri ed anche primo esportatore sia nei vini fermi che spumanti con un totale di 20,8 milioni di ettolitri davanti alla Spagna con 20,2 e alla Francia con 13,8.

 

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