Riabilitazione post-Covid: da lunedì dieci posti letto al ‘Vietri’ di Larino

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La portavoce M5S in Consiglio regionale, Patrizia Manzo, sottolinea l’importanza della medicina territoriale per rispondere al meglio ai bisogni della popolazione


LARINO. Sanità e medicina sul territorio al centro del dibattito in Quarta commissione consiliare regionale, ieri. Un incontro proficuo, focalizzato sul superamento di un’idea di sanità legata esclusivamente ad un approccio ospedalocentrico, che si è concentrato sulla riabilitazione post pandemica, tassello fondamentale ai fini della lotta al Covid.
Presenti all’incontro il Direttore generale di Asrem, Oreste Florenzano, e i referenti dei distretti sanitari di Campobasso, Isernia e Termoli, i dottori De Marco, de Bernardo e Cannarsa.
Come spiega la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Patrizia Manzo, vista la cronica carenza di personale presso il Cardarelli e il Veneziale, dove le emergenze hanno raggiunto elevati picchi di criticità, riconosce come i problemi acuiti dalla pandemia siano stati affrontati in modo ottimale grazie alle capacità straordinarie dei medici e dell’intero personale.
Pertanto, afferma: “Da lunedì all’ospedale di comunità ‘Vietri’ di Larino si potrà procedere ai primi ricoveri per i dieci posti letto già attivati. Ma, a regime, al Vietri si dovranno allestire un totale di 25 posti letto di riabilitazione post Covid”.

Decisivo il tema, affrontato in audizione, inerente alla camera iperbarica, presso il Vietri. “Abbiamo ricevuto – sostiene la consigliera del Movimento Cinque Stelle - rassicurazioni circa l’attivazione di accordi con le Università per garantire il presidio sanitario grazie all’impiego di medici specializzandi. Si potrebbe così continuare ad erogare la prestazione che, per via della scarsa diffusione lungo la costa adriatica, risulta di vitale importanza per i cittadini di diverse regioni”.
Rassicuranti i progressi della medicina territoriale all’interno dell’organizzazione sanitaria. L’emergenza contingente ha posto in evidenza l’importanza dei servizi sul territorio e la necessità di decongestionare e alleggerire le strutture ospedaliere centrali. Fondamentale, un cambio di rotta nel diritto alla cura. Necessario, garantire i basilari servizi di prevenzione: diffusi e ramificati. Di conseguenza, si rivelerà necessario, secondo la consigliera, potenziare i distretti sanitari, quelli più vicini ai cittadini e in grado di tutelarne appieno i diritti.
Con l’auspicio che la sanità regionale possa compiere ulteriori progressi e sia pronta a soddisfare le esigenze pubbliche, la portavoce pentastellata si dice “pronta ad ascoltare il territorio”.

 

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