Turni e ferie, Pronto Soccorso all’abbandono: nessuna risposta alle carenze di organico

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Isernia/ Via anche i medici venezuelani, cui l’Asrem aveva prospettato il rinnovo. Si continua con 4 professionisti su 11 ma con l’estate alle porte ci sarà ancora meno personale


ISERNIA. Pronto Soccorso di Isernia all’abbandono, con turni massacranti in capo a 4 medici (su 11 necessari) e nessuna risposta esauriente dai vertici Asrem in merito alle carenze. Il primario Lucio Pastore – in malattia fino al 26 giugno per lo stress da super lavoro accumulato - nei giorni scorsi aveva richiesto l’intervento d Emergency, come in Calabria, a supporto dell’intera sanità pubblica molisana. Ma non è servito: nonostante la presa di posizione dei parlamentari Rosa Alba Testamento e Fabrizio Ortis, che hanno scritto al premier Draghi condividendo l’intervento dell’associazione di Gino Strada, nulla si è mosso.

E i turni di giugno continuano a essere svolti con personale dimezzato, al 'Veneziale': nel pomeriggio e di notte c’è un solo medico di guardia (rispetto ai due che servirebbero); da lunedì prossimo non sarà più assicurato il supporto dei chirurghi in quanto il primario di quel reparto va in ferie e dunque c’è necessità di non lasciare sguarnita la Chirurgia; i professionisti ‘in prestito’ dal 118 sono pochi e dunque non potranno continuare a dare una mano in Pronto Soccorso.

Unica rassicurazione pervenuta era stata la promessa del rinnovo dell’incarico ai medici venezuelani, i quali sono andati via stamattina da Isernia e , sembra, potrebbero anche non essere interessati a una proroga del contratto.

Di sicuro, si va avanti con soli 4 camici bianchi che espletano turni da 12 ore, e che a metà settimana hanno già raggiunto il monte orario d’ufficio. Esasperati e in assenza del primario, fanno sapere che non sono assolutamente più disposti a continuare con le modalità adottate dall’Asrem, in quanto lavorare in questo modo rappresenta un pericolo per gli operatori ma soprattutto per i pazienti. Manca inoltre un piano ferie ben strutturato, l’estate è ormai alle porte e le carenze di organico pesano come piombo: improbabile che si riesca a spostare personale da Agnone o altri presidi sanitari a supporto del Veneziale.

La soluzione prospettata e temuta, dunque, pare essere quella di chiudere altri servizi ospedalieri per garantire almeno quelli indispensabili, come appunto il Pronto Soccorso. Gravissimo: e ancor peggio è l’atteggiamento di gran parte della politica molisana che non sa cosa fare e neppure cosa dire, scegliendo infatti di trincerarsi dietro un imbarazzante silenzio.

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