Green Pass, tutte le novità: multe a chi non ce l’ha, emergenza prorogata a fine anno

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Nuova stretta del Governo: per prendere un caffè e andare al ristorante ci vorrà la Certificazione verde, pena sanzione di 400 euro. Obbligatoria anche per viaggiare e andare al cinema. Spaventa la variante Delta: Italia ‘in trincea’ almeno fino a dicembre


di Pietro Ranieri

ROMA. La discussione attorno al Green Pass è più accesa che mai, ma sembra che si stia arrivando a una conclusione. Il governo Draghi ha deciso, più che per quello francese, per un modello ‘all’italiana’: pesanti restrizioni e sanzioni salate a chi non andrà in giro con la certificazione verde in tasca. Tra le misure in via d’introduzione, si pensa a “cinque giorni di chiusura per i gestori e 400 euro per i clienti sprovvisti di certificazione verde, ridotti a 260 se la contravvenzione viene pagata entro il quinto giorno”.

Il prossimo decreto che indicherà agli italiani cosa fare prevede una serie di importanti novità. Le anticipano Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini sul CorSera. In primis, di fatto il Green Pass sarà necessario per muoversi, divenendo obbligatorio per salire su treni, aerei e navi, per cinema, concerti, stadi, palestre, piscine e discoteche (e quindi, di fatto, per avere una parvenza di vita sociale, NdR) e anche per andare a fare la spesa nei centri commerciali.

A poco è servita la voce grossa di molti esponenti del centrodestra: bar e ristoranti saranno sicuramente coinvolti nella misura. Ci vorrà la certificazione verde anche per prendere il caffè e andare a pranzo o a cena fuori. Non solo: torna il limite delle quattro persone allo stesso tavolo, superabile da due famiglie diverse che mangino insieme. Con pesanti multe per chi contravviene. I controlli spetteranno alle forze dell’ordine, ma la verifica del Green Pass toccherà, per forza di cose, ai gestori dei locali. Il decreto resusciterà anche le limitazioni alle feste: troppa la paura per la diffusione delle nuove varianti.

Torneranno anche le mascherine all’aperto, ma solo in zona gialla. Infine, lo stato di emergenza sarà prolungato fino alla fine dell’anno e non solo fino a settembre, per gestire meglio la ripresa della scuola.

Guerzoni e Sarzanini, sempre sul Corriere, spiegano che l’obbligatorietà del Green Pass “è l’unica soluzione per non dover interrompere la socialità appena ritrovata e per contribuire alla ripartenza sociale ed economica del Paese. Ferma restando la possibilità, per chi non intende immunizzarsi ma non vuole rinunciare alla vita normale, di sottoporsi a un tampone molecolare, antigenico o salivare come prevede la norma già in vigore”.

Non saranno solo queste le novità in arrivo. Cambiano anche i parametri per determinare il colore delle regioni. Non si guarderà più il tasso di incidenza — il numero di casi ogni 100mila abitanti — ma quello di ospedalizzazione. I ricoveri, dunque, avranno più peso dei contagi. Una misura chiesta proprio dalle Regioni, che ha come ratio lo scudo vaccinale: più immunizzati ci sono, meno ricoveri si rischiano.

Ma questo non vuol dire che calino i contagi: anzi, questi ultimi stanno invece salendo. Ieri erano 2.898, giovedì 2.455, con un tasso di positività passato in due giorni dall’1 all’1,4%. A preoccupare è soprattutto la variante Delta, molto più trasmissibile del virus della scorsa estate. E i dati non mentono: i più colpiti sono i giovani e giovanissimi tra i 10 e i 29 anni.

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