Sblocco licenziamenti, metalmeccanici sul piede di guerra: proclamato lo sciopero nelle aziende del Molise

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L’annuncio di Fim, Fiom e Uilm, che chiedono una riforma degli ammortizzatori sociali e azioni a difesa dell’occupazione


CAMPOBASSO/ISERNIA. Metalmeccanici del Molise sul piede di guerra dopo lo sblocco dei licenziamenti deciso dal Governo Draghi, insieme a Confindustria.
Ed ecco che le segreterie di Fim, Fiom e Uilm proclamano due ore di sciopero in tutte le aziende della regione per “dire ‘no’ ai licenziamenti, riformare gli ammortizzatori sociali, vincolare gli investimenti del Pnrr ad un’occupazione stabile, per impedire alle multinazionali e dindi di investimento di speculare su lavoro e industria”.

“Nei giorni scorsi – si legge in una nota congiunta delle tre sigle - alcune aziende e multinazionali (Gkn, Whirlpool, Gianetti Ruote e altre ancora) hanno avviato le procedure per il licenziamento di centinaia e centinaia di lavoratori. Si tratta di decisioni inaccettabili, che colpiscono l’insieme del mondo del lavoro, che vanno contrastate con fermezza da tutti i metalmeccanici per difendere l’occupazione, il reddito dei lavoratori, impedire la riduzione della capacità industriale del paese, evitare che altre aziende seguano questi negativi esempi e rivendicare allo stesso tempo investimenti e politiche industriali in tutto il territorio nazionale.
Le ingenti risorse pubbliche messe a disposizione dalla comunità europea sul PNRR vanno utilizzate per innovare il sistema produttivo del paese, realizzare la transizione ecologica e digitale, dare soluzioni alle tante crisi aperte, creare nuova e stabile occupazione. Per fare questo, per accompagnare questo processo, occorre riformare gli ammortizzatori sociali, renderli universali, ma anche vincolare le ingenti risorse pubbliche destinate alle imprese a precisi vincoli sociali a partire dalla difesa dell’occupazione, al superamento della precarietà lavorativa, alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Per tutte queste ragioni – conclude la nota - occorre mobilitarsi e chiedere al Governo di intervenire presso la Confindustria per bloccare i licenziamenti, rispettare l’avviso comune sull’utilizzo degli ammortizzatori sociali sottoscritto con Cgil Cisl e Uil, dare soluzioni alle crisi aperte, aprire con il sindacato tavoli di confronto nei principali settori industriali a partire dall’automotive, dalla siderurgia, dall’elettrodomestico”.

 

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