Covid, il monitoraggio Gimbe: incremento nuovi casi del 115 per cento

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La Fondazione fotografa la situazione italiana nella settimana 14-20 luglio, con un lieve rialzo anche dei ricoveri. Il presidente evidenzia importanza di green pass e dei vaccini


ROMA. Resta alta l’allerta Covid in Italia. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe riferisce come, nella settimana dal 14 al 20 luglio, siano raddoppiati i casi settimanali di contagio da SarsCoV2, con conseguente risalita di ricoveri, anche in terapia intensiva. L’incremento di nuovi casi è addirittura del 115,7 per cento (19.390 attuali contro gli 8.989 della settimana precedente), mentre si confermano ancora in calo i decessi (76 contro 104).
In sostanza, dopo oltre tre mesi di decremento, si registra un'inversione di tendenza.
Più nel dettaglio, rispetto al periodo 7-13 luglio, Gimbe sottolinea che si registrano le seguenti variazioni: decessi: 76 (-26,9%); terapia intensiva: +8 (+5,1%); ricoverati con sintomi: +66 (+5,9%); isolamento domiciliare: +8.587 (+21,8%); nuovi casi: 19.390 (+115,7%); casi attualmente positivi: +8.661 (+21,3%).

"Sul fronte dei nuovi casi - dichiara Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione - si registra un netto incremento settimanale, verosimilmente sottostimato da un'attività di testing insufficiente e dalla mancata ripresa del tracciamento dei contatti, reso ora più difficile dall'aumento dei positivi. Nella settimana 14-20 luglio in tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi rispetto alla precedente e sono ben 51 le Province in cui negli ultimi 14 giorni si rileva un incremento settimanale dei nuovi casi superiore al 20% e che negli ultimi sette giorni registrano un valore assoluto di almeno 50 nuovi casi. Continuano a scendere i decessi, 76 nell'ultima settimana, con una media di 11 al giorno rispetto ai 15 della settimana precedente".

Tutte le Regioni registrano valori inferiori al 10% per l'area medica e al 5% per le terapie intensive: 7 le Regioni che non contano pazienti Covid in area critica.

'Il green pass può giocare un ruolo cruciale: - aggiunge Cartabellotta - è efficace nel limitare la circolazione del virus e permette il rilancio in sicurezza di alcuni settori, prevenendo il rischio di un ritorno alle restrizioni. Può avere un'applicazione immediata per i grandi eventi sportivi, musicali, fieristici, congressuali e grandi mezzi di trasporto, eventualmente anche per cinema e teatri; ma a breve termine l'utilizzo per ristoranti e bar è più complesso. Risulta invece più ardua una sua implementazione per il trasporto locale e altri servizi essenziali come supermercati e farmacie".

"La campagna vaccinale - spiega poi Cartabellotta - mantiene il ritmo di 550mila somministrazioni al giorno ma le prime dosi crollano al 15% e i vaccini a vettore adenovirale sono ormai sul viale del tramonto. Tra gli over 60 ben 2,2 milioni non hanno ricevuto nemmeno una dose e 1,8 milioni sono in attesa di completare il ciclo".

Infine un monito sulla revisione dei criteri per il passaggio di fascia: "Se Governo e Regioni intendono abbandonare il parametro dei contagi - conclude Cartabellotta - servono soglie molto basse per gli indicatori ospedalieri: non oltre il 5% di occupazione per le terapie intensive e il 10% per i ricoveri in area medica per restare in zona bianca. Se invece l'intenzione è quella di innalzare tali soglie, bisogna prevedere tra i parametri anche l'incidenza settimanale sopra i 50 casi per centomila abitanti per conservare la zona bianca e definire un numero standard di tamponi per 100.000 abitanti per evitare comportamenti opportunistici".

 

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