Maria Centracchio, il bronzo che pesa. E anche papà Bernardo ‘mena forte’

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Lo sfogo del pioniere del judo isernino: i politici ci hanno preso in giro per tanto tempo, istituzioni sportive locali non all’altezza. LE VIDEOINTERVISTE


 di Pasquale Bartolomeo e Pietro Ranieri

ISERNIA. Bernardo Centracchio è ancora nel vortice dell’emozione. Il trionfo della figlia Maria, bronzo alle Olimpiadi di Tokyio, rappresenta un successo senza pari per il judo, per il Molise, per Isernia, per lo sport regionale tutto. “Non riesco ancora a capacitarmi - ammette con le immancabili lacrime di commozione – Maria ha vinto questa medaglia per tutta la vita, si è campioni olimpici per tutta la vita. Con la sua frase, ‘il Molise esiste e mena forte’, mi ha mandato in estasi”.

Il maestro è tornato in palestra come sempre, accanto ai ragazzi. E si divide tra i consigli agli atleti che fanno allenamento, senza mai smettere di seguirli da vicino, e il cellulare che squilla: congratulazioni, complimenti, auguri. Da ogni parte d’Italia. Un affetto travolgente, enorme, arrivato con ogni mezzo: dai social ai telefonini, dai messaggi a chi si è recato direttamente in via Veneziale, nel tempio del judo isernino, per complimentarsi con lui, con la moglie Silvia. E, naturalmente, con Maria.

Accanto a lui la promessa del judo molisano e italiano, il figlio minore Luigi, 18 anni, sparring partner della sorella alle Olimpiadi. isNews ha voluto sentire anche da lui il racconto delle emozioni vissute a Tokyo e durante tutto il suo percorso accanto alla campionessa. E poi c’è Silvia, che si allena insieme alle ragazze. Una famiglia di atleti, una fucina di campioni cui il Molise sarà eternamente grato per quella medaglia che Maria porterà - per sempre - al collo.

Mentre in palestra ci prepariamo per l’intervista, entra in sala pesi un anziano avvocato isernino, che si complimenta con Bernardo. Gli brillano gli occhi per l’emozione, e la voce gli trema un po’: “Volevo salutarti di persona, a differenza di tanti politici che ti hanno sempre ignorato”.

Parole che sono musica per le sue orecchie. Perché ora è il momento della gloria, di celebrare Maria come merita, appena sarà di ritorno dal Giappone. Ma è anche l’occasione, forse mai come stavolta, per togliersi più di un sassolino dalle scarpe. E il maestro, commosso ma mai domo, per dirla ‘a là’ Maria, “mena forte”. E sa comunque mettere al tappeto anche usando solo le parole.

 GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A LUIGI CENTRACCHIO

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A BERNARDO CENTRACCHIO

 

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