Toma commissario, Buono: “Stop allo scarica barile, adesso fatti e nuovo ruolo per il SS Rosario”

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L’intervento del consigliere comunale del Pd venafrano sul rilancio della sanità molisana



VENAFRO. Accoglie con diffidenza la nomina del governatore Toma a commissario ad acta della sanità. Tuttavia, commenta positivamente l’individuazione del presidente della Regione quale referente del settore e dunque responsabile di eventuali criticità. A commentare la novità e il consigliere comunale del Pd venfrano Stefano Buono che invoca ora azioni concrete per il rilancio della sanità molisana, che passino anche per un nuovo ruolo all’ospedale Santissimo Rosario di Venafro.
“Da oggi – afferma l’esponente dem - ci sarà una precisa e unica responsabilità politica e non il continuo e ambiguo scarica barile a cui abbiamo assistito fino a pochi mesi fa. Il vero nodo è il seguente: in che modo si scrive il prossimo piano operativo triennale (e non quello attuale oggetto di legittimo dibattito in questi giorni) per attribuire importanza e risorse alla sanità pubblica in modo da renderla efficace ed efficiente. Innanzitutto riavere le giuste risorse da Roma che ci sono state tolte con gli stringenti paletti del Decreto Balduzzi rispetto ai quali mai nessuno ha condotto una battaglia per chiederne le giuste deroghe. Il Molise – osserva Buono - ha meno di 300.000 abitanti ma ha una conformazione geografica particolare e un’estensione territoriale tale da non poter essere considerato come un quartiere di una grande città italiana in termini di riorganizzazione sanitaria. Non può quindi garantire servizi funzionali, efficaci, efficienti e di qualità ai suoi cittadini se a monte non si scioglie questo nodo. Un minuto dopo occorre però investire convintamente negli ospedali pubblici e non adottare politiche di smantellamento asimmetriche come accaduto negli ultimi anni. Per farlo occorre investire in particolar modo sulle strutture in grado, e che storicamente lo facevano, di garantire mobilità attiva e che chiudevano il bilancio in attivo”.
Di qui il pressing sull’ospedale di Venafro. “Il SS Rosario – ancora l’esponente di Partecipazione democratica - era la struttura pubblica in Molise che meglio riusciva a fare questa tipologia di lavoro ma che, inspiegabilmente, ha subito i tagli maggiori. Oggi non è neanche più configurato quale ospedale e la finta rimostranza di politici locali che elemosinano solo il punto di primo intervento appare un’attività surreale. Il rilancio di questa struttura, la più funzionale anche dal punto di vista della sismicità e della sicurezza, farebbe bene non solo al territorio del venafrano ma a tutto il sistema sanitario regionale oltre che a fette importanti di territori di altre regioni limitrofe. Questa è la battaglia che va condotta, questa è l’altezza della sfida. Il sindaco di Venafro Ricci dichiarò pubblicamente di aver risolto il problema e di aver, assieme al suo amico Toma, dato un ruolo primario a questa struttura ospedaliera che invece ha subito e continua a subire smantellamenti rilevanti e continui in un’opera di mortificazione della nostra comunità. Vediamo, Toma e Ricci, - conclude provocatorio Buono - se sapranno cogliere questa sfida e in che modo intendono farlo”.

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