Isernia, caos al Pronto soccorso: il personale proclama lo stato di agitazione

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I sanitari tornano a segnalare criticità operative e attendono risposte dall’Asrem. Intanto, triage e diagnostica in tilt per problemi alla linea internet


ISERNIA. Personale del Pronto soccorso di Isernia ancora sul piede di guerra. Dopo i disagi denunciati nei giorni scorsi e minimizzati dall’Asrem, i sanitari firmano una nota di precisazione e chiarimento circa la situazione in cui verserebbe il reparto di emergenza del Veneziale, con la quale tornano a segnalare tutte le criticità operative, a partire dalla carenza di dirigenti medici e supporto dalla Direzione sanitaria, non risparmiando ‘bordate’. E con la quale, soprattutto, proclamano lo stato di agitazione, sotto egida sindacale, in attesa di riscontri dall’Azienda sanitaria.

“Ritenere normale routine la gestione del nostro servizio in situazioni davvero critiche come quella verificatasi venerdì 22 ottobre 2021, - scrivono - appare davvero singolare”.

“La indisponibilità dei posti letto è un dato frequente e, questo si, purtroppo, routinario. Spesso siamo costretti, pur in assenza di un'organizzazione adeguata, - prosegue la nota - ad assistere per giorni pazienti che stazionano in Pronto Soccorso per mancanza di posti letto disponibili”.

Poi il racconto dei fatti già denunciati nei giorni scorsi e spiegati in precedenza dal primario Pastore: “Nella mattinata di venerdì 22 ottobre 2021 stazionavano dalla notte due occlusioni intestinali, che abbiamo dovuto assistere fino alle 12,00, ora in cui è stato possibile procedere al ricovero. Un altro paziente stazionava nella shock room dalla notte, con fibrillazione atriale ad alta frequenza, desaturazione importante e, nonostante le consulenze fatte da rianimatore cardiologo, permaneva in condizioni critiche e senza possibilità di ricovero. Accanto a questi pazienti gravi persisteva un flusso costante di nuovi pazienti, che arrivavano in Pronto Soccorso per i motivi più disparati, tra cui un'emorragia endoperitoneale. Al tempo stesso, Il 118 continuava a portare pazienti, anche con sospette ischemie cerebrali”.

Qui l’affondo: “Noi non sappiamo cosa si legga dalle tabelle della Direzione Generale ma, quando si viene chiamati con note protocollate ed anche in via informale dal nostro Direttore, per delle situazioni critiche, ci si aspetterebbe che qualcuno della Direzione Sanitaria venga ad accertarsi di persona e ci aiuti a risolvere i problemi. Questo non accade mai. Inoltre, - ancora il comunicato - non esistono percorsi chiari in rapporto alle diverse patologie, dal politrauma alle patologie neurologiche, che spesso siamo costretti a trattenere e trattare nei locali del Pronto Soccorso. A tutto ci si aggiunge l'espletamento di tamponi rapidi per tutto l'ospedale, senza che nessuno tenga conto del fatto che questo continuo flusso, anche per ricoveri programmabili, crea ulteriori disservizi. Non si comprende, infatti, perché questi tamponi non possano essere eseguiti nei vari reparti, ma debbano gravare sul Pronto Soccorso. La situazione è resa ancora più critica dalla carenza di dirigenti medici. Va ricordato – concludono gli operatori - anche che il continuo ricorso a personale che proviene da altri reparti con turni aggiuntivi, in assenza di una formazione specifica per le urgenze, crea molti disservizi e, a volte, tensioni nella gestione dei pazienti”.

Una situazione difficile alla quale si attendono dunque soluzioni, cui si aggiungono ulteriori imprevisti. Ed ecco che da stamane, a causa di un cavo per la rete internet tranciato accidentalmente nel corso di alcuni lavori presso la struttura ospedaliera, il triage e la diagnostica sarebbero sostanzialmente bloccati, con la documentazione che torna a circolare esclusivamente in modalità cartacea e alcune attività in tilt. Per la serie: piove sul bagnato.

 

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