Precari della Protezione civile, Cefaratti si appella a Toma: lavoratori da stabilizzare

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La presa di posizione del vice presidente del Consiglio regionale, che si appella a Toma e fa riferimento al pronunciamento di Tar e Consiglio di Stato


CAMPOBASSO. Precari della Protezione civile, il vice presidente del Consiglio regionale Gianluca Cefaratti ha presentato una mozione in cui chiede al governatore Donato Toma di prendere posizione sulla situazione dei lavoratori della Sala operativa, che da anni fanno i conti con continue proroghe e rinnovi di contratto. Il testo sarà discusso e sottoposto a votazione del Consiglio regionale, nella prossima seduta prevista martedì prossimo, 30 novembre.

“Difficile comprendere – ha dichiarato il presidente di IV Commissione Cefaratti – perché il personale adibito allo svolgimento di attività di Protezione civile, dichiarata espressamente come indispensabile, non sospendibile e non sopprimibile, dinanzi a delle normative nazionali e a dei ricorsi giudiziari vinti, non sia ancora stato stabilizzato. Al contrario pochi giorni fa, è arrivato un nuovo rinnovo contrattuale con scadenza fissata a settembre 2022. Una vicenda sulla quale il presidente Toma deve fare chiarezza al fine di valutare, anche attraverso il ricorso a pareri pro veritate, la legittimità e la fondatezza delle determinazioni dirigenziali, in particolare di quella del 10 novembre del 2021, alla luce delle statuizioni contenute nelle pronunce del Tar Molise e del Consiglio di Stato”.

In effetti la vicenda dei precari della Sala Operativa della Protezione Civile è davvero particolare. In seguito alle disposizioni nazionali, sulla stabilizzazione dei lavoratori precari della Protezione Civile, la Regione Molise con le delibere di Giunta n.289/2019 e 338/2019 ha provveduto all’approvazione del Piano Triennale dei fabbisogni di personale 2019/2021, che contempla, per l’annualità 2019, anche il concorso per il reclutamento a tempo indeterminato di 14 unità da assegnare al Centro Funzionale del Servizio di Protezione Civile.

Successivamente con determinazioni dirigenziali del Dipartimento Terzo sono stati approvati i relativi avvisi pubblici, per titoli ed esami, per l’assunzione delle medesime unità di personale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Una situazione paradossale, considerato che queste funzioni sono svolte da anni dal personale già operativo e formato del Centro funzionale della sala operativa.

Ovviamente, il personale precario ha proposto ricorso e il Tar Molise con sentenza n.159/2020 ha accolto la richiesta, annullando gli avvisi pubblici e i bandi di concorso, riconoscendo ai ricorrenti la titolarità di una situazione giuridica qualificata e differenziata, sentenza confermata poi dal Consiglio di Stato, su ricorso della Regione Molise, che ha dichiarato illegittime le delibere e le determinazioni dirigenziali con cui è stato dato il via libera al concorso, senza la previsione di alcuna ‘riserva’ di posti.

“Voglio sottolineare – ha concluso Cefaratti – che solo nella Regione Molise esiste una condizione, all’interno della Protezione Civile, che prevede un lavoro precario che va avanti da una vita. Dappertutto, nelle altre regioni d’Italia, questi lavoratori sono stati stabilizzati negli anni, in ultima la Regione Puglia che ha provveduto con legge regionale e decreto presidenziale all’assunzione a tempo indeterminato. E’ tempo di risolvere la questione e stabilizzare una volta per tutte i lavoratori della Sala operativa”.

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