Castelpizzuto isolato dalla frana, Iorio invoca l’intervento del Genio civile

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E sul Lotto Zero ribadisce: “Opera essenziale che va realizzata”


ISERNIA. Per risolvere il problema della frana a Castelpizzuto occorre l’intervento del Genio civile. È quanto dichiara l’ex presidente della Regione Molise e attuale consigliere regionale Michele Iorio che, in una nota stampa, sottolinea “lo sdegno di quanto sta accadendo al comune di Castelpizzuto che si trova in situazione indecorosa. Un comune isolato con gravi ripercussioni sulla salute dei suoi cittadini e l’ulteriore impoverimento di imprese locali dedite soprattutto all’allevamento. Rispetto a questo dramma la Regione Molise ha il dovere di intervenire in maniera efficace e determinata. Le pastoie burocratiche, che sembrerebbero impedire la soluzione più idonea, si superano con il coraggio delle scelte dello stato di emergenza, quale è la situazione locale. Il presidente della regione Molise ha il dovere di intervenire in qualità di capo della Protezione Civile e, se necessario, ha il dovere di coinvolgere anche la Protezione Civile nazionale e il Genio militare per eliminare immediatamente ogni rischio di pericolo a persone e cose. Perché mentre in Molise si cincischia su ipotetiche ricerche di finanziamento, la popolazione rimasta rischia di rimetterci la salute”.

Sul Lotto Zero poi l’ex presidente spiega: “È essenziale non solo alla comunità di Isernia ma all’intera regione Molise perché consente, finalmente, il totale sfruttamento del collegamento rapido con l’Abruzzo. Giunge alla conclusione con notevole ritardo ed è un’opera che ha visto superare molti ostacoli legati sia alla valutazione di impatto ambientale che è durata circa 5 anni, sia allo studio idrogeologico per la protezione della falda acquifera essenziale per la città di Isernia. Il tracciato, infatti, è stato scelto dopo l’analisi di più alternative e sulla base di dati tecnici a difesa delle caratteristiche ambientali della zona. Ragioni, queste, che hanno portato alla lievitazione dei costi. Se si perdesse ulteriormente tempo, i costi lieviterebbero ancora e non si eliminerebbe l’indispensabilità dell’infrastruttura che ha tutte le caratteristiche di una strada di montagna a scorrimento veloce indispensabile per la ripresa dello sviluppo locale”, conclude Iorio.

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