Il Pcl: le dimissioni, un autogoal. I 17 hanno perso la poltrona

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[caption id="attachment_9745" align="alignleft" width="250"] Tiziano Di Clemente[/caption]

Tiziano Di Clemente non ha dubbi: i 17 dimissionari hanno preso una cantonata e sono fuori dal Consiglio. Il coordinatore regionale del Partito comunista dei lavoratori spiega cosa dovrebbe accadere, nei prossimi giorni, prima che entri in funzione il nuovo consesso civico. "Molti cittadini - scrive Di Clemente in una nota - ci chiedono di sapere, sotto il profilo tecnico, se a seguito della recente sentenza del Tar Molise n.611/2012, i 17 ex consiglieri comunali di Isernia fedeli alla fazione di Iorio vengano surrogati, aprendosi così un diverso scenario politico comunale. Invero la sentenza del Tar non dispone la surroga come si evince per tabulas; tuttavia, a nostro modesto parere, ne crea le condizioni giuridiche. Gli esperti ci correggeranno ma, come già argomentato nel nostro precedente documento, in base alla sentenza de qua, le dimissioni rese prima della convalida sono state considerate invalide ed inefficaci solo ai fini dell’effetto ad esse ricollegato dall’art. 141 del Tuel, cioè dello scioglimento del consiglio; rimangono valide ed efficaci ai fini della perdita dello status per i singoli consiglieri in virtù dell’art.38 comma 8 del Tuel “Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci”. Per esemplificare: è lo stesso caso in cui i consiglieri presentano le dimissioni in massa per causare lo scioglimento del Consiglio, ma sbagliano a farlo ad esempio per mancanza di precisa contestualità; in tali casi, viene meno solo l’effetto dello scioglimento consiliare, non anche quello sul singolo consigliere, che a quel punto rimane irrevocabilmente dimesso. Vero è che il citato art.38 stabilisce: “Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del Consiglio a norma dell'articolo 141. Ma tale ipotesi è stata appunto esclusa dalla citata sentenza del Tar, la quale ha appunto deciso che quelle dimissioni, per i motivi ivi indicati, non sono valide ed efficaci al fine di procedere allo scioglimento del Consiglio; ne deriva che proprio per questo esse rimangono immediatamente efficaci e irrevocabili solo per far cessare lo status di consigliere al singolo proclamato eletto". Tra l’altro, continua Di Clemente, "nel caso di consigliere ineleggibile il problema dell'efficacia delle dimissioni non si porrebbe neanche, essendo la perdita della qualità di consigliere collegata direttamente all’ineleggibilità. In altri termini, dati per fondati i suddetti presupposti giuridici, i 17 consiglieri hanno preso una cantonata e invece di far decadere il Consiglio hanno causato solo la perdita individuale della loro poltrona, aprendo così la strada alla loro surroga". Lo scenario prossimo a questo punto, per Di Clemente sarebbe quello "stabilito sempre dal citato art.38: “Il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l'ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo. Vale a dire: anche se la prima convocazione non raggiungesse il quorum costituivo per la validità della seduta pari alla metà dei consiglieri assegnati (16 su 32), con la seconda convocazione basterebbe la presenza di un terzo dei 32 consiglieri assegnati, al fine di deliberare validamente la surroga dei 17 consiglieri, con la maggioranza dei presenti. Nondimeno, pur comprendendo le aspettative che stanno interessando precipuamente la popolazione di Isernia su tale risvolto 'tecnico-politico', ribadiamo - conclude l'esponente del Pcl - che ben altri sono i cambiamenti rivoluzionari dell’assetto sociale capitalistico generale e locale per i quali occorre mobilitarsi".

Pubblicato alle ore 1:53:22 

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