Isernia, ore decisive per il club

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[caption id="attachment_8945" align="alignleft" width="200"] Un'immagine della tribuna dello stadio 'Lancellotta'[/caption]

Pare che il 21 dicembre, per tutti gli appassionati di pallone, sia arrivato con un po’ d’anticipo in quel di Isernia. Il presidente dell’Isernia Fc Gianni Monfreda ha dovuto staccare la spina, una spina che, diciamoci la verità, nessuno sapeva se fosse stata riattaccata di nuovo già durante il mese di maggio. Però si è andati avanti, ancora una volta erano state fatte delle grosse promesse, ancora una volta il progetto, forse troppo fantasioso e surreale, di una cittadella dello sport da costruire in contrada Le Piane non ha fatto gola a nessuno. Probabilmente, il progetto mai realizzato di una società Srl, con tutto quel che ne sarebbe conseguito in termini di vantaggi fiscali e non solo, ha tenuto lontani gli scettici. Chi è in mala fede, ovviamente, ha usato la scusa della mancata Srl per farsi da parte e dire “mi era stato promesso altro”. Se a questo, poi, aggiungiamo il periodo di crisi generale, il Comune che per raggiungere uno stadio comunque fuori mano e gelido non mette neanche a disposizione un autobus per i cittadini, la vendita di soli 63 abbonamenti, qualche colpa del presidente che ha finito per fidarsi della solita gente di cui non avrebbe assolutamente dovuto, la frittata è fatta. Ora, quello che è stato purtroppo è stato, e bisogna andare avanti. Cosa succederà ad Isernia? Ieri il presidente biancoceleste, nel rilasciare dichiarazioni, era visibilmente scosso e provato, era dispiaciuto perché lui a questa città tiene tanto. Molto probabilmente se non dovesse accadere niente, durante la prossima settimana potrebbero abbandonare la barca anche i più piccoli, e lì si che il rischio sarebbe quello di arrivare ad Arezzo, con la Juniores Nazionale, che, nonostante sia ricca di giovani molto interessanti rimane pur sempre priva di qualunque tipo di esperienza. L’orizzonte è abbastanza scuro, la prospettiva in questo caso sarebbe una sola: retrocessione. E dopo? Cosa potrebbe accadere? Nessuno lo sa, ma non è detto che Monfreda sia disposto a continuare, se le condizioni rimarranno queste. Allora bisogna iniziare a cambiare qualcosa, bisogna che chi di dovere si dia una svegliata. Il sindaco Ugo De Vivo da ieri è all’ opera e sembra che abbia trovato qualcuno che, anche se con piccole somme, sembra sia disposto ad aiutare il Club pentro. Monfreda, quindi, ieri ha dichiarato che sarebbe disposto anche a mettersi da parte, ma questo non è quello che vogliono i più vicini alla causa biancoceleste. Sarebbe bene, invece, che qualcuno di buon cuore e dal portafoglio largo, dato e considerato il fatto che, ad Isernia, ce ne sono moltissimi di imprenditori che hanno preso tanto dalla città senza mai restituire nulla, potrebbe iniziare ad investire nel progetto calcistico e sportivo in generale e in quello della cittadella dello sport. Questo qualcuno potrebbe salvare la squadra quest’anno, e magari cambiare già da maggio l’organigramma societario. Monfreda, dal canto suo, non dovrebbe mettersi da parte. Ma visto e considerato il fatto che, per fare il presidente nell’ ambiente calcistico, soprattutto a questi livelli, serve gente alla Cellino, alla Lotito, alla Pane per intenderci (almeno per quanto riguarda il carattere dimostrato nella gestione), potrebbe rivestire altre cariche, ossia quella di vicepresidente oppure di direttore generale. La proposta è fatta quindi, quello che deve cambiare nell’Isernia, non è la gente, ma l’organizzazione. Staremo a vedere cosa succederà nelle prossime ore.

Paolo Fava

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