Isernia Fc, molla anche Cicchetti: fallimento dietro l’angolo

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Dopo aver accertato l’esistenza di contratti depositati in Lega per 161 mila euro, l’imprenditore si defila. Probabilmente, lo seguiranno anche Guadagnuolo e Monfreda. Il team manager Vincenzo Bucci unico titolato a decidere. Intanto si infittisce il giallo sul tesseramento del mister Mazzullo: “E’ tutto a posto, ho verificato”. E annuncia la vertenza se non lo richiameranno in panchina.

 

ISERNIA. Mimmo Cicchetti si sfila dal cosiddetto ‘comitato traghettatore’ dell’Isernia Fc. L’imprenditore, dopo aver accertato l’esistenza di contratti depositati in Lega per un valore complessivo annuo di 161mila euro, ha deciso di farsi da parte. “Battiloro ha detto che ci avrebbe dato le liberatorie dei giocatori – ha spiegato Cicchetti – ma i giocatori vanno comunque pagati. Giustamente, non firmeranno nulla, qualcosa bisogna dargli. Dunque, di fronte a una situazione così ingarbugliata, preferisco tirarmi indietro. Ben altra cosa sarebbe stata se avessi potuto traghettare una  società sportiva che partisse da zero”. Dunque, dopo che già Sante Gentile si era defilato, almeno parzialmente,  anche un secondo pezzo viene a mancare. E nelle prossime ore, molto facilmente, cercheranno una exit strategy anche Giovanni Guadagnuolo e Gianni Monfreda. Al timone dell’Isernia Fc, dunque, resterebbe il solo team manager, Vincenzo Bucci, cui l’ex vicepresidente Gaetano Battiloro ha conferito espressa delega con poteri di firma.

[caption id="attachment_25064" align="alignleft" width="300"]Il mister Santo Mazzullo Il mister Santo Mazzullo[/caption]

Difficile, tuttavia, che Bucci intenda proseguire da solo l’avventura su un terreno così accidentato: 6 punti in classifica, penultimo posto al pari dell’Angolana e salvezza che pare sempre più un miraggio. Da non escludere, dunque, che Bucci restituisca la delega nelle mani dello stesso Battiloro, con la società che – a quel punto – non vedrebbe altra via d’uscita che il fallimento, visti i rapporti – tesissimi – tra il dirigente sportivo campano e la piazza pentra. Cicchetti, dal canto suo, fa sapere di essere stato sempre disponibile a fornire dettagli sul difficile momento dell’Isernia: “Qualcuno, in tv, ha detto che non ho risposto al telefono. Ma la verità è che non mi hanno mai chiamato”. Oltre agli evidenti problemi societari, si infittisce il giallo sull’assenza del mister Santo Mazzullo dalla panchina della squadra. Dopo la partita con il Matelica, l’allenatore catanese aveva fatto ritorno in Sicilia, in attesa di una telefonata di Bucci che gli desse l’ok per il rientro, vista la scarsa disponibilità di fondi, anche per il solo vitto e alloggio. “Quella telefonata non è mai arrivata – spiega Mazzullo – e dunque sono rimasto a casa mia. Bucci, unico titolato a decidere, per quanto ne so, mi considera un uomo di De Benedictis. Ma tra noi c’era solo un semplice rapporto di lavoro, visto che mi aveva già chiamato quando tentò l’operazione di acquisizione del Licata Calcio”. Il mister, dunque, si sente scaricato e ferito nella propria dignità, visto che anche i giocatori sarebbero stati ‘indottrinati’ a remargli contro, “fatta eccezione per il solo Nicola Panico, che mi ha chiamato per sapere quando avrei fatto ritorno a Isernia”. Un ritorno che lo stesso Mazzullo auspica, ma che non può garantire di fronte alla mancanza di certezze, anche minime. “Facciano come credono, se non sarò richiamato a occupare una panchina che mi spetta, il 30 giugno farò vertenza alla società”. Ma il problema del tesseramento sussiste o no? “Ho avuto precise rassicurazioni dalla Lega – aggiunge il mister – martedì scorso, 5 novembre, è arrivata ufficialmente la notifica dell’esonero del mio predecessore, Giovanni Renna, da parte di Battiloro. Ma io ero già tesserato, dunque è tutto a posto. Spero che la società non fallisca, se necessario proviamo anche con un azionariato popolare, purché si onori la maglia e si porti a termine il campionato. Se torno, chiedo solo di allenare in maniera serena e tranquilla”.

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