Uragano NBA: rivoluzione nella lega

Uragano NBA: rivoluzione nella lega

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Finisce in modo clamoroso e non concede un attimo di respiro a tifosi, appassionati, giornalisti e giocatori stessi immergendosi in una sessione di trasferimenti al cardiopalma



L’ultima stagione NBA è stata rivoluzionaria, in quanto i Toronto Raptors contro ogni pronostico hanno vinto le Finals contro i Golden State Warriors, pluricampioni e detentori del titolo. I Raptors, oltre ad essere una delle franchigie più giovani della lega, sono canadesi, suscitando ancora più scalpore all’interno del campionato di basket più importante, ricco e spettacolare al mondo. Come se non bastasse, nessuno si sarebbe mai immaginato che i Warriors, da anni i più forti nella lega, reduci da quattro Finals consecutive e ben 3 titoli NBA, potessero scendere dal trono nonostante la pesantissima assenza di Kevin Durant.

NBA che finisce in modo clamoroso e non concede un attimo di respiro a tifosi, appassionati, giornalisti e giocatori stessi immergendosi in una sessione di trasferimenti al cardiopalma.  Iniziando dalle finaliste, subito si può rimanere a bocca aperta: Kawhi Leonard, trascinatore al titolo e stella dei Raptors dopo aver trionfato al suo primo anno a Toronto si trasferisce ai Los Angeles Clippers. Una scelta che in molti non hanno capito, anche se dal primo giorno in cui The Claw firmò coi Raptors le voci su una permanenza solamente annuale cominciarono a circolare. Poco dopo la sua scelta di approdare ai Clippers viene raggiunto da un altro inamovibile All Star della lega, Paul George. George è stato contendente al titolo di MVP quest’anno, non riuscendo però a battere l’inumano Giannis Antetokounmpo, The Greak Freak, volto dei Milwaukee Bucks e ormai del basket internazionale.

Kevin Durant, grande assente e principale motivo della sconfitta alle Finals dei Warriors, lascia la California per raggiungere Kyrie Irving a Brooklyn. I Nets con questi due nuovi inserti di qualità assoluta sono diventati immediatamente una delle squadre più forti della lega, pur cedendo agli Warriors il loro primo violino D’Angelo Russell. Irving ha lasciato Boston dopo i vari dissapori con gli altri membri della squadra e il flop nell’ultima stagione. Tutti si aspettavano grandissime cose da lui e dai Celtics, arrivati solo alle semifinali dell’Eastern Conference, in cui non sono riusciti a superare i Bucks.
Proprio i Celtics hanno deciso di puntare su quelle che vengono definite le prossime stelle dell’NBA, ossia in primis Jayson Tatum e Jaylen Brown. Il pragmatico leader Al Horford ha abbandonato l’equipaggio per accasarsi ai rivali Sixers, venendo sostituito dal consistente centro turco Kanter. Celtics che non hanno però lasciata scoperta la falla nel backcourt creatasi dopo l’addio di Kyrie, andando a prendere da Charlotte Kemba Walker, leader degli Hornets e tra i playmaker più rapidi e abili nella lega.

I Los Angeles Lakers hanno passato una stagione di sofferenza, in cui la scelta di affiancare ai tanti giovani nella squadra King LeBron James non ha pagato suscitando tante critiche sia verso la squadra che verso il giocatore, icona dello sport nel mondo e che da anni si contende con Micheal Jordan la nomea di più forte di sempre. La prossima stagione potrebbe essere decisamente più interessante, vista l’aggiunta al roster di Anthony Davis dai Pelicans e DeMarcus Cousins da Golden State. Davis è considerato uno dei giocatori più dominanti e forti in tutta l’NBA e Cousins, se riesce a stare lontano dai guai fisici, è a tutti gli effetti uno dei migliori lunghi.

Come se non bastasse Oklahoma oltre a Paul George ha lasciato partire la sua bandiera Russell Westbrook in uno scambio per il veterano Chris Paul. Westbrook va così a formare insieme a James Harden una delle coppie più esplosive, essendo tra l’altro entrambi ex-MVP.
Tra le altre trade rilevanti:
- DeAndre Jordan lascia New York per accasarsi ai Nets insieme a Durant ed Irving;
- Derrick Rose è andato ai Detroit Pistons;
- Jimmy Butler ha lasciato Philadelphia per andare ai Miami Heat, che hanno invece scambiato il dominante centro Hassan Whiteside con Portland, consentendo ai Trail Blazers di formare un trio di notevole peso con Lillard e McCollum;
- Terry Rozier ha preso il posto di Walker a Charlotte;
- il play Mike Conley ha raggiunto Donovan Mitchell e Rudy Gobert agli Utah Jazz;
- I New Orleans Pelicans cedendo Davis ai Lakers hanno ottenuto Lonzo Ball, Brandon Ingram e Joe Hart formando un team giovanissimo ma di grande potenziale, senza dimenticare l’attesissimo rookie scelto alla prima chiamata del draft, Zion Williamson.

L’NBA dunque, dopo anni di superteams che dominavano senza quasi essere messi in discussione, è diventata a tutti gli effetti una lega di coppie: tutte le squadre hanno almeno due giocatori di livello altissimo se non eccelso. Questo è molto interessante oltre che per i seguaci del basket per gli esperti di scommesse, che si troveranno davanti a previsioni sempre più difficili. 

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