Razzismo negli stadi: l’infamia tocca il Molise. Sanzioni per i cori contro l’agnonese Diakite

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Arrivano i provvedimenti del giudice sportivo nei confronti del Tolentino a seguito della trasferta dell’Olympia Agnonese della scorsa settimana. Dagli spalti urla e insulti nei confronti del giocatore di colore: 2500 euro di multa alla società di casa “per avere propri sostenitori al termine della gara rivolto urla costituenti discriminazione per ragione di razza”


AGNONE/TOLENTINO. Pioggia di sanzioni per il Tolentino a seguito degli avvenimenti del post partita di domenica scorsa contro l’Olympia Agnonese, che ha conquistato 3 punti sul campo marchigiano. Proteste veementi contro la mancata concessione di un rigore e comportamenti ostili subito denunciati dalla società altomolisana, che ha parlato di accerchiamento subito dai propri tifosi da parte degli spettatori locali, atteggiamenti ostili in campo nei confronti della squadra e del direttore di gara, e cori razzisti verso Diakite, atleta di colore dell’Olympia, giunti dagli spalti.

Accuse confermate dalla giustizia sportiva che si è espressa in maniera dura contro la società marchigiana: è arrivata infatti ieri la decisione di multare il club cremisi per 2500 euro e di sanzionare il Tolentino con l’obbligo di giocare una partita a porte chiuse. Le motivazioni sono espresse nella sentenza del giudice sportivo: “Per avere propri sostenitori al termine della gara rivolto urla costituenti discriminazione per ragione di razza all’indirizzo di un calciatore della squadra avversaria tenendo comportamento aggressivo e atteso la terna arbitrale all’uscita dello spogliatoio, rivolgendo, con fare minaccioso, espressioni offensive tanto da costringere le forze dell’ordine a scortare arbitro e assistenti sino all’ingresso in autostrada”.

Non solo l’infamia dei cori razzisti verso Diakite, dunque, appellato con urla da trogloditi come ‘ne*ro’, ma anche atteggiamenti aggressivi e maneschi da parte del mister del Tolentino Andrea Mosconi, squalificato per ben sei gare “per avere, al termine della gara, dopo essersi avvicinato con fare aggressivo e minaccioso, spintonato l’arbitro ponendogli le mani sulla spalla sinistra. Al contempo urlava espressione ingiuriosa”. E ancora: il presidente Marco Romagnoli è stato inibito fino al 4 dicembre per “espressione ingiuriosa all’indirizzo dell’arbitro”, mentre sono stati fermati rispettivamente per due e una gara i calciatori Claudio Labriola, sempre per offese, e Simone Di Domenicantonio per aver scaraventato a terra un cartellone pubblicitario.

L’arbitro era Graziella Pirriatore della sezione di Bologna.

La società altomolisana ha stigmatizzato in una nota quanto subito domenica: “Una bruttissima pagina di sport quella vissuta a Tolentino, che ha racchiuso tutto il peggio del calcio. Alla fine della gara, i nostri tifosi (una ventina) sono stati accerchiati e aggrediti dagli spettatori locali. Lo stesso è avvenuto in campo nei confronti degli atleti granata e del direttore di gara. Tutto documentato da video, che macchiano la civiltà e la storica ospitalità della terra marchigiana. La sola colpa è stata quella di festeggiare la vittoria conquistata sul campo, come avviene in tutti gli stadi del mondo. A fare da contorno l’esplosione di una bomba dietro la porta granata e i cori razzisti verso un nostro calciatore di colore. Comportamenti deprecabili, inqualificabili, da condannare fermamente. La Polisportiva Olympia Agnonese da 13 stagioni milita nel campionato nazionale di serie D e ospita le gare interne in uno dei primi stadi senza barriere, dove non si sono mai registrati atti di violenza o aggressioni fisiche. Riservandosi ogni azione a tutela dei tesserati e della propria onorabilità, la società prende atto del post pubblicato e della telefonata fatta, il 18 novembre, dal presidente del Tolentino, Marco Romagnoli, al presidente Marco Colaizzo per formalizzare le scuse personali e della società per l’incivile e inaccettabile comportamento”.

Pietro Ranieri

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