Coronavirus, parla l’ex gloria del calcio a 5 di Isernia: “Vinta la partita più importante”

Da sinistra: Emanuele Salamone con mister Fausto Scarpitti

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Manuele Salamone, risultato contagiato ad Ariano Irpino dove vive con la moglie, racconta tre settimane di paura dopo aver contratto il Covid-19


 di Antonio Di Franco

ARIANO IRPINO. È stato una delle colonne del calcio a 5 isernino, vincendo con la maglia biancoceleste partite e trofei. Ma la sua battaglia più importante l’ha appena vinta, sconfiggendo un avversario temibile come il COVID-19.

Manuele Salamone, isernino, ma da qualche anno residente ad Ariano Irpino insieme alla moglie Patrizia, è stato uno delle ‘vittime’ della clamorosa diffusione del virus nel centro in provincia di Avellino, uno dei primi ad essere dichiarato zona rossa in Campania. Adesso Manuele e Patrizia stanno bene e sono risultati negativi al tampone di controllo dopo circa tre settimane di isolamento domiciliare. “Adesso che è passato tutto possiamo tirare un sospiro di sollievo - dice Manuele – ma non nascondo che abbiamo avuto paura perché, pur stando discretamente, avevamo a che fare con qualcosa di sconosciuto. Tutto è iniziato il 13 marzo quando mia moglie ha iniziato ad avere i primi sintomi del virus dopo essere entrata in contatto con un amico, anch’egli positivo. Febbre alta per diversi giorni, tosse e perdita di olfatto e gusto. Non ci hanno fatto il tampone, ma il medico curante ci ha detto con certezza che si trattava di Covid-19. Poi, dopo pochi giorni, ho avuto anche io gli stessi sintomi, ma in maniera più leggera con febbre e perdita di gusto e olfatto. Siamo rimasti in isolamento domiciliare e piano piano le cose sono migliorate. Solo venerdì scorso, dopo molte insistenze, abbiamo avuto il risultato del tampone che ci ha tranquillizzato sul felice decorso della malattia”.

Ariano Irpino e Isernia, due realtà agli antipodi in questa emergenza: “Sono felice che nella mia città tutto stia andando per il meglio – dice ancora l’ex giocatore di Fraterna, Isernia calcio a 5 e Aesernia – e che la situazione sia tranquilla. I miei compaesani devono rendersi conto di essere fortunati in questo momento, ma devono comunque mantenere alta l’attenzione. Ad Ariano, invece, siamo balzati agli onori della cronaca per i tanti contagiati a causa di due focolai, uno in una festa di Carnevale e un altro in ospedale, che hanno complicato la situazione. Adesso saremo zona rossa fino al 20 aprile, ma la gente non sembra avere ancora compreso il pericolo che si corre nel prendere questa malattia. Anche ieri a Pasquetta sembrava essere una giornata di festa qualsiasi. Bisogna fare molta attenzione. Noi personalmente siamo ancora chiusi in casa nonostante il tampone sia negativo, sia perché non abbiamo necessità di uscire sia per una questione di rispetto nei confronti degli altri”.

Per Manuele e Patrizia, scampato il pericolo, a breve si potrà tornare alla normalità: “Appena la situazione sarà più tranquilla torneremo al lavoro – conclude Salamone – magari con un po' di serenità in più data dal fatto che quasi sicuramente avremo gli anticorpi del virus, la cui presenza sarà verificata da un test sierologico che la ASL locale ci ha detto che ci verrà fatto più in là. Poi spero di tornare presto in campo con la squadra over 35 di Ariano. E solo allora vorrà dire che tutto sarà davvero passato”.

 

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