Il Campobasso calcio conta le ore: attesa per la decisione finale della Figc. Con nuovi imprenditori alle porte

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IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA SOCIAL. Il patron Gesuè: al momento siamo secondi, ma meritiamo la categoria superiore e non possiamo escludere che accada. In caso contrario, dovremo avere la forza di ripartire dalla D e vincere la prossima stagione. Interesse dal Molise e da fuori intorno al club


CAMPOBASSO. Da Casa Lupo, nella nuova veste social del Campobasso calcio, il patron Mario Gesuè ricorda la decisione del Consiglio direttivo della Lega Nazionale Dilettanti per la serie D. Ieri, dopo una riunione fiume durata tutto il pomeriggio, sono arrivate le prime notizie: promosse le prime in classifica (cristallizzata ai risultati del 16 febbraio), con il diritto di iscriversi alla categorie superiori, quattro invece le retrocessioni, con un cambio rispetto alle prime indicazioni che parlavano di due dirette e due tramite play out.

mario gesuèLa cristallizzazione in questione, tuttavia, è solo una proposta, sulla quale avrà l'ultima parola il Consiglio federale il prossimo 3 giugno, che sembra tuttavia orientato a una riforma organica di settore. Si parla anche di doppio girone di serie B con trasformazione della Lega Pro in semiprofessionismo. Insomma, certezze non ce ne sono. Ma Gesuè pensa positivo. "Ad oggi - dichiara Gesuè - sappiamo che le prime nel girone avranno l'opportunità di giocare nella categoria superiore, non specifico quale perché stiamo ancora ragionando su tutto, certezze non ci sono per nessuno. Nel nostro girone la prima in classifica è il Matelica e noi siamo secondi. Attendiamo quello che accadrà il 2 o 3 giugno in base alla data del Consiglio federale della Figc. Dal giorno dopo cercheremo di capire le opportunità che dovremo prendere in esame: se avremo l'opportunità di giocare in una categoria superiore oppure se dovremo far sentire la nostra voglia di vivere una stagione in una categoria superiore. Noi reputiamo di considerarci un club che non ha più voglia di giocare nel campionato dilettantistico, ci aspettiamo di essere considerati insomma un club di categoria superiore come dimostrato nella nostra gestione e perché abbiamo alle nostre spalle un popolo che spinge per andare in alto. Lotteremo fin quando ci sarà possibile perché l'anno prossimo avvenga questo sogno".

Certo è che Gesuè guarda anche il bicchiere mezzo pieno: "Quando siamo arrivati noi come proprietà - continua - di Campobasso si parlava spesso come un club in difficoltà, si era soliti passare l'estate a capire se ci si poteva iscrivere o meno al campionato di serie D. Oggi abbiamo l'opportunità di essere secondi in classifica, di essere molto in alto in graduatoria per un eventuale ripescaggio o nella speranza che avvenga una riforma dei campionati, di essere riammessi in una categoria superiore. Lo possiamo fare perché abbiamo ricostruito, tutti insieme, in due anni, le macerie di questo club. La nostra non era una stagione semplice: quando si parla dall'inizio dell'anno di dover vincere, c'è una pressione diversa rispetto a tutti gli altri club e aver affrontato momenti difficili dall'inizio dell'anno ed esserne usciti è la dimostrazione che avevamo scelto bene non solo i giocatori, ma anche gli uomini, che hanno lavorato tutto l'anno per mantenere la barra dritta".

Poi la rivelazione: "Ci sono gruppi di altri imprenditori interessati a investire nel Campobasso, molisani e di fuori regione. Abbiamo costruito una dirigenza valida e forte e pensiamo in maniera positiva. Come detto - sottolinea ancora Gesuè - lotteremo fino all'ultimo giorno per giocare in una categoria superiore. Ma non vogliamo fare gli errori di altri club. Se questo non sarà possibile, dovremo avere la forza mentale, tutti, di fermarci e riorganizzarci, per ripartire e provare a vincere la stagione, anche in serie D". 

Una missione possibile, visto che la società è solida e si è impegnata rendere il club ancora più forte durante i mesi di stop forzato per il coronavirus, presentando 4 bilanci pregressi, ripianando le perdite e aumentando il capitale. "Abbiamo riportato l'interesse al centro della regione - conclude il patron - e tutti ci guardano. Abbiamo lavorato su un piano finanziario proiettato ai prossimi 5 anni con varie alternative", dove l'ambizione, anche se non lo dice più di tanto, è anche oltre quella che oggi si chiama ancora Lega Pro.

 

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