Isernia, il lockdown senza fine delle palestre. Bernardo Centracchio: “Chiusure a oltranza non più sostenibili”

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L’intervista al pioniere del judo isernino, che non risparmia stoccate al disinteresse della politica


di Pasquale Bartolomeo e Pietro Ranieri

ISERNIA. Abbandonati a ogni livello, sportivo e politico-istituzionale. Sono i gestori delle palestre e dei centri sportivi di tutta Italia, agli ultimi posti dei pensieri del Governo Conte prima e Draghi dopo.

Chiusi da mesi, senza alcuna prospettiva certa di riapertura, costretti a pagare fitti e spese fisse senza sconti di sorta, molti di essi stanno gettando la spugna, piegati da un’emergenza Covid che sembra non avere fine.

isNews ha sentito ai suoi microfoni Bernardo Centracchio, titolare della Champion Sport Team di Isernia, palestra che vanta una storia pluriennale in città e da sempre fucina di talenti, soprattutto nella disciplina del judo. Atleti che hanno dato lustro a Isernia e all’intero Molise sui palcoscenici di tutto il mondo facendo incetta di medaglie, su tutti Maria e Luigi Centracchio, che rispettivamente a 25 e 18 anni vantano un palmares praticamente ineguagliabile.

luigi e maria centracchioMaria, come ammette il papà-coach in un misto di orgoglio e commozione, è a un passo dal disputare i Giochi Olimpici di Tokyo. Ma Bernardo non potrà essere con lei in Giappone per le restrizioni anti Covid: “Volevo andare anche per onorare la tomba del mio maestro scomparso da anni, ma non potrò esserci. E per Maria dovrò fare tifo da qui”, dice con gli occhi lucidi di chi ha fatto della disciplina sportiva uno stile di vita.

Ma intanto, tornando al presente, ci sono i conti da pagare, con i ristori che non si vedono e, peggio ancora, l’assoluto disinteresse del mondo politico e istituzionale.

“Speriamo nella nuova sottosegretaria alla Sport, Valentina Vezzali - chiosa il Maestro Centracchio – Così non possiamo andare avanti”.

L’INTERVISTA A BERNARDO CENTRACCHIO

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