Magnolia, quel profumo di playoff come un soffio di vento

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La società si gode la salvezza e pensa alle occasioni in cui avrebbe potuto spingere. Sabato l’ultima di campionato, in casa contro Lucca.


Lo aveva detto coach Sabatelli in precampionato: “Non sappiamo ancora quali sono le nostre vere ambizioni, se non quelle di fare bene in un torneo tutto nuovo”. La Molisana Magnolia Campobasso ha in effetti camminato a lungo sul filo delle emozioni di un torneo avvincente, perché è stato il primo nella massima serie di Basket femminile, e perché l’obiettivo stagionale, quello della salvezza, è stato raggiunto.

Per alcune settimane la squadra rossoblù, che sabato sera giocherà l’ultima partita della stagione, in casa contro Lucca, ha pure coltivato la speranzella di un posto nei playoff. Ma l’ottavo posto, l’ultimo buono per entrare nella post season, è sfumato una settimana fa, nella domenica delle Palme, ko alla Molisana Arena contro Costa Masnaga. Poi, nonostante l’altro insuccesso dell’ultimo weekend in casa del Ragusa,  è arrivata la salvezza, con una gara d’anticipo, ed è questo quello che conta. Una salvezza sostanzialmente mai in discussione che è stata conquistata con merito dalle magnolie, brave a non perdere mai il timone della rotta, neanche nei momenti più complicati, soprattutto tra i mesi di novembre e dicembre, quando la squadra è stata falcidiata dagli infortuni (per alcuni giorni si sono allenate in sei!). Ma anche allora, nonostante le avversità, c’era la sensazione che, recuperate le più forti, le cose sarebbero andate meglio. Così è stato nell’anno nuovo.

Sabatelli ha sempre predicato prudenza e immaginiamo quello che può essere successo negli spogliatoi di Battipaglia dopo il ko contro l’ultima della classe, che non aveva mai vinto. Un capitombolo inatteso che aveva deluso il coach campobassano più per l’atteggiamento poco concentrato delle rossoblù che per il risultato. Stesso discorso per la gara contro Costa Masnaga, dopo l’inopinata sconfitta di San Martino di Lipari dove 35 minuti spettacolari non sono bastati per ottenere i due punti.

Qualosa in più si poteva fare, insomma, il finale non è stato quello dei sogni. Ma la prima avventura in serie A1 è sempre una stagione di alti e bassi, di ambientamento, per tutti. La Magnolia, per ora 9 vittorie e 16 sconfitte, non ha ancora preso coscienza del proprio potenziale, quindi siamo solo a metà dell’opera. E’ dalla stagione bis che si chiederà un salto di qualità che nelle ambizioni della società dovrebbe coincidere con un’altra prima volta: quella dei playoff. Riuscirà Sabatelli a portare il quintetto campobassano a compiere l’impresa?

Quest’anno alle molisane è mancato tanto il fattore pubblico. Prima del maledetto Covid, si era creato un rapporto di simbiosi straordinario con la piazza campobassana. Palazzetto sempre pieno, anzi decisamente piccolo per la voglia di basket della gente. La migrazione a Selvapiana non ha cambiato le cose, visto che la stagione è stata sostanzialmente giocata a porte chiuse. Sarà per l’anno prossimo, quindi, sperando che il Covid allenti la presa.

Nel frattempo la Magnolia conferma l’abbonamento al numero nove: nona, come nel primo anno di A2, ma quella volta furono playoff, perché la prima saliva direttamente. E’ andata così ed è andata bene. Avremo la possibilità di goderci la serie A1 col palazzetto pieno? Questo è il dilemma, incrociamo le dita, in fondo di questi tempi sarebbe bello come vincere uno scudetto.

mc

 

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