Olimpiadi, judo: Italia fuori dalla prova a squadre, 4-3 dopo lo spareggio

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Incontro decisivo per la molisana Maria Centracchio, bronzo nell’individuale, che paga i chili in meno rispetto all’avversaria. Nel mixed team azzurri penalizzati dalla necessità di dover gareggiare in categorie diverse da quelle delle nostre qualificazioni


TOKYO. Raccoglie meno di quel che meritava la nazionale italiana di judo nella prova mista a squadre delle Olimpiadi di Tokyio 2020, eliminata agli ottavi da Israele, avversario difficile come da pronostico.

Decisivo l’incontro di spareggio che ha visto sorteggiare la nostra Maria Centracchio, fresca di medaglia di bronzo nell’individuale -63kg, uscita sconfitta per somma di penalità dopo un incontro tiratissimo, durato oltre 5 minuti e mezzo al golden score, contro Gili Sharir, atleta di peso superiore al suo. Le categorie della gara a squadre infatti non sono le nostre categorie di qualificazione e l’Italia è partita in svantaggio in ben 5 incontri su 6, un gap non facile da colmare.

judo prova a squadreLa prova – alla sua prima volta ai Giochi - ha visto fronteggiarsi sei atleti, tre uomini e tre donne, in altrettanti match di categoria. E l’Italia conduceva per 3 a 2 quando poi Israele è riuscita a pareggiare i conti e ad arrivare agli spareggi. In ordine: Nicholas Mungai, primo a scendere sul tatami per i +90 kg, è stato sconfitto per ippon da Peter Paltchik; spazio dunque alla medaglia di bronzo Odette Giuffrida nei -57 kg, che disputa una gara difficilissima contro Tilma Nelson Levy, vinta al golden score con una mossa spettacolare dopo un incontro di grande tecnica e sofferenza; terzo incontro per l’oro di Rio 2016 Fabio Basile nei -73 kg, che vince di misura ai punti, unico a gareggiare nella sua categoria, contro Tohar Butbul; al quarto è il turno della molisana Maria Centracchio, che stavolta gareggia nei -70 kg e solo alla fine cede alla tosta Gili Sharir dopo una gara condotta comunque bene, ma in cui è stata battuta per soffocamento a terra; Christian Parlati, nei -90 kg, al quinto ‘round’ fa il capolavoro contro un judoka di 10 chili più pesante di lui, Li Kochman, imponendosi per ippon; a questo punto l’Italia conduce per 3 a 2 e Alice Bellandi, nei +70 kg, si scontra con Raz Hershko, un’avversaria fisicamente imponente ma più lenta. In vantaggio per 2 passività a 1, alla fine esce sconfitta al golden score pagando qualche ingenuità.

maria prova a squadre2Di qui la gara viene assegnata con sorteggio di una categoria tra le sei: e l’urna decide che è di nuovo Maria ad avere la grande responsabilità di poter decretare il passaggio del turno. Si parte direttamente dal golden score, dunque chi primo va a punteggio vince. L’isernina combatte molto bene, da padrona del tatami; gli occhi sono quelli giusti, quelli che tutta Italia ha imparato a conoscere lo scorso 27 luglio, il giorno del suo trionfo. Molto lucida per oltre quattro minuti e mezzo – con l’intera panchina a incitarla più che mai e la sua amica del cuore Giuffrida che soffre più di tutte per lei, a bordo tatami – Centracchio inizia a pagare la stanchezza di sfidare un’avversaria, ancora la Sharir, comunque di categoria non sua. Così, dopo un altro minuto di gara, alla fine perde l’incontro per somma di penalità, pagando i chili in meno.

L’Italia esce dalla prova a squadre, molto bella e avvincente, ma a testa alta. Ci sarà spazio per rifarsi, magari con atleti del peso giusto nelle categorie di riferimento.

Pba

 

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