Tifosi, ironia e 'lamentele': la giornata molisana di... simpatia Zeman

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Il celebre tecnico del Foggia di oggi (e di quello dei miracoli) ha vissuto una giornata intensa a Campobasso. A pranzo è stato accolto da un gruppetto di tifosi molisani, a fine gara ha parlato di un "risultato non giusto perché il gol del Campobasso è scaturito da un'azione viziata da un fallo". La cosa più bella? La chiacchierata con Cudini nel pre-partita. Foto Maurizio Silla.


di Maurizio Cavaliere

Era cominciata all’hotel Rinascimento sfoggiando la caratteristica flemmatica ironia: “Ieri la Juve vi ha fatto un favore battendo la Lazio” ha detto a Barbara, sciarpa della Roma al collo, arrivata per salutarlo poco prima del rituale pranzo di squadra. Si è conclusa filando via negli spogliatoi, silenzioso ed enigmatico, come sempre, prima di incontrare i giornalisti nel post gara. 

La giornata ‘cambuasciana’ di Zdenek Zeman è stata intensa, come può esserla quella di un tecnico esperto, oggi 74enne, tornato sul luogo del 'delitto perfetto' cioè a Foggia, dove ha conosciuto il suo periodo migliore, per ritrovere sensazioni e atmosfere che gli sono rimaste dentro. In Molise lo ricordiamo per un paio di 'capatine' nella serie D 2007/2008 a Bojano, per seguire la squadra biancorossa guidata allora dal figlio, Karel, all'esordio in panchina.

Zeman si ama o si 'odia', sportivamente parlando, come la Juve alla quale ha legato il suo nome per vicende che sia lui sia la Vecchia Signora si sono probabilmente buttati alle spalle. Grande personaggio, benvoluto da tanti, oggi vive la sua parabola sportiva discendente, cercando di imprimere di nuovo il suo marchio, quella Z di Zorro-Zeman che, tra un'esperienza positiva e un esonero, ha caratterizzato la sua altalenante vita da tecnico.

Prima del match è stato molto bello ed edificante, per chi ama un certo tipo di calcio, quello secondo cui non importa quanti gol prendi, l’importante è farne uno più degli altri, il suo incontro con il tecnico rossoblù Mirko Cudini, testimoniato da questo prezioso scatto di Maurizio Silla. Nelle settimane passate e nei giorni scorsi, il tecnico arrivato tanti anni fa in Italia dalla Boemia, nipote di Cestmir Vycpalek (giocatore  e poi allenatore della Juve, per lui due scudetti in bianconero e le finali di coppa Campioni e coppa Intercontinentale) ha avuto parole di grosso apprezzamento per il suo collega: “Il Campobasso esprime un bel calcio, forse il migliore”. Cudini avrà incassato con enorme soddisfazione il complimento prima della sfida sul campo.

E' finita 1-1 e tutto sommato il duello l'ha vinto ai punti proprio l'allenatore dei rosoblù bravi a rientrare in partita nella ripresa e, a tratti, a mettere sotto il più attrezzato (sul piano tecnico) e blasonato avversario.

Zeman ha seguito la gara con la calma proverbiale del 'vecchio saggio'. I suoi gli sono piaciuti a metà: "La partita era vinta sull'1-0 ma bisognava disputare la ripresa con la stessa lucidità de primo tempo. Non ci siamo riusciti e siamo stati penalizzati". Poi ha aggiunto: "Non è il risultato giusto perché c'era un fallo subito da Peterman sul loro gol, pensavo che l'arbitro lo fischiasse. Il Campobasso ha avuto altre 3-4 ripartenze nate sempre da falli a centrocampo ai danni dei nostri giocatori. Di solito giocano molto bene (riferito ai lupi, ndr), oggi non hanno fatto come al solito".

Si lamenta neanche troppo velatamente dell'arbitraggio il mister dei rossoneri, che afferma pure che i lupi non hanno fatto bene come sempre, cosa che può senz'altro dirsi per la prima frazione, ma forse non per la seconda quando la squadra rossoblù ha fatto la partita e costretto il Foggia a spegnersi lentamente.

Dagli spalti di Selvapiana, la sensazione è che si sia trattato del risultato giusto. Entrambe le formazioni erano piene di assenze, ma se la panchina del Foggia, per stessa ammissione dell'ex tecnico di Roma e Lazio, è 'lunga', non altrettanto può dirsi di quella del Campobasso: altro merito di allenatore e squadra rossoblù.

Il Foggia non esce ridimensionato dal pari di Selvapiana e Zeman potrà provare a recitare da protagonista al centro del palcoscenico. La penalizzazione di 4 punti è una 'botta' pesante per la classifica rossonera, ma la squadra c'è e 'simpatia Zeman' come scherzosamente lo chiamava Antonio Albanese, interpretando 'Frengo' nei Mai dire Gol d'annata, sembra essere ancora sul 'pezzo' tra una battuta ironica e un silenzio che parla, senza più lo sbuffo di una sigaretta perennemente accesa. Quello di oggi è un altro calcio.

 

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